AVELLINO – “Non perdiamo tempo, è chiaramente un atto discriminatorio. Abbiamo deciso di fare ricorso al Tar del Lazio o, vedremo, della Campania per tutelare i nostri interessi”.
È quanto dichiara il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, questa mattina ad Avellino per l’inaugurazione della nuova farmacia robotizzata del Moscati, a proposito dello scontro con il ministero della Salute che ha ancora una volta negato l’uscita dal piano di rientro.
“Siamo – ha detto ancora – una delle tre Regioni d’Italia, Campania, Veneto e Lombardia, che da più di dieci anni ha riequilibrio di bilancio nel sistema sanitario. E tuttavia rimaniamo, per ragioni discriminatorie, per pretesti vergognosi che s’inventano ogni volta in piano di rientro. Non abbiamo da fare altro che ricorrere alla magistratura sia amministrativa sia penale perché io ritengo che ci sia anche un atto concussorio da parte di funzionari del ministero nei confronti della Regione e dei nostri concittadini. E dunque cercheremo di difenderci nei tribunali visto che, sul piano della civiltà e del diritto, non abbiamo interlocutori”.
Aggiornamento del 5 agosto 2025, ore 17.01 - Campania, Ministero Salute: prosegue affiancamento per l’uscita dal piano di rientro, permangono indicatori non rispettati - In merito alle recenti dichiarazioni del presidente della Regione Campania, si ritiene doveroso precisare quanto segue.
Il percorso di uscita dal Piano di rientro sanitario della Regione Campania è in corso e viene affrontato secondo criteri tecnici e documentati, in coerenza con i precedenti nazionali (Liguria e Piemonte) e con la normativa vigente, che ad oggi non prevede un iter formalizzato per la conclusione del Piano, ma richiede il rispetto di condizioni economiche e sanitarie.
Nel corso del tavolo di verifica Ministero della Salute-Mef che si è tenuto il 4 agosto è emerso che la Regione Campania ha conseguito e mantenuto l’equilibrio di bilancio, tuttavia, l’uscita dal Piano di rientro richiede anche la piena garanzia dell’erogazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea).
A fronte della richiesta della Regione Campania, del febbraio 2024, di uscire dal piano di rientro, nella riunione del tavolo di verifica del 9 aprile 2024, era stato chiesto alla Regione un piano operativo per il superamento di specifici obiettivi. A seguito della verifica intermedia del 10 luglio 2025, è stato rilevato il raggiungimento di alcuni obiettivi legati alla rete delle cure palliative, alla rete dei punti nascita e a quella senologica ma il mancato raggiungimento delle soglie minime per screening mammografico e colon-retto così come un ritardo grave nella copertura della rete residenziale anziani, che mantiene la Campania ultima in Italia su questo indicatore.
Il Ministero della Salute, in linea con i dati oggettivi, ha espresso la disponibilità a rimodulare l’obiettivo legato alla rete residenziale e la disponibilità a una dilazione dei tempi del programma operativo, senza mettere in discussione la validità dei miglioramenti avviati.
Il Ministero della Salute continuerà ad accompagnare la Regione Campania nel percorso verso la piena uscita dal Piano di rientro, con spirito costruttivo, basandosi esclusivamente su indicatori misurabili, rispetto istituzionale e tutela concreta della salute dei cittadini campani.
Alla luce di ciò, qualsiasi narrazione di ‘delinquenza politica’ risulta priva di fondamento, e appare lesiva del lavoro tecnico congiunto portato avanti da Regione, Mef e Ministero della Salute.
Aggiornamento del 5 agosto 2025, ore 19.31 – Sommese (Azione): “Sanità, governo inaccettabile. La Campania ha fatto il suo dovere, ora venga rispettata” – “La Campania, insieme a Lombardia e Veneto, è tra le poche Regioni italiane ad avere oggi un bilancio sanitario attivo. Un risultato che non arriva per caso, ma grazie a scelte difficili, anni di sacrifici e una gestione rigorosa che non ha mai rinunciato alla tutela della salute dei cittadini”.
Così Giuseppe Sommese, consigliere regionale e presidente della I Commissione, commenta il blocco da parte del governo del percorso di uscita della Campania dal piano di rientro sanitario.
“Bloccare l’uscita a tre mesi dalle elezioni non ha nulla di tecnico e molto di politico. È una scelta che offende un’intera comunità e riporta la sanità al centro di logiche centraliste e punitive che non possiamo più accettare. Il tutto in un contesto drammatico: ogni anno siamo sottodimensionati di unità tra medici e infermieri, con 10.000 camici bianchi e 15.000 operatori sanitari in meno rispetto ad altre regioni. È una vera emergenza, e questo blocco è pretestuoso e inaccettabile. Basta trattare la Campania come una regione di serie B”.
Sommese sottolinea come questa decisione non colpisca un’amministrazione, ma milioni di cittadini che da anni aspettano di vedere riconosciuto il lavoro fatto. “Abbiamo risanato i conti, abbiamo migliorato i servizi, abbiamo dimostrato di saper governare la sanità. Ora pretendiamo rispetto istituzionale e parità di trattamento. La sanità non può restare ostaggio della propaganda ”.
“Noi continueremo a batterci con serietà e determinazione, perché i campani hanno diritto a una sanità libera da vincoli ingiustificati. Non ci interessa lo scontro, ma non accetteremo mai la resa”.
Aggiornamento del 6 agosto 2025, ore 9.32 - Sanità, ministero boccia Piano rientro Campania. Pellegrino (IV): “Grave scelta politica che continua a penalizzare la nostra Regione. Si riaprano punti nascita chiusi dal governo” – “Il gruppo di Italia Viva in Consiglio regionale chiede al governo con fermezza di abbandonare ogni logica di contrapposizione politica e di tornare a valutare le questioni sanitarie con obiettività e rispetto istituzionale. La salute dei cittadini non può e non deve essere terreno di scontro politico: è un diritto fondamentale che va tutelato, non strumentalizzato. La decisione del ministero della Salute di non far uscire la Campania dal piano di rientro è una scelta che appare del tutto politica, priva di reali fondamenti tecnici o economici. È un fatto evidente che da diversi anni la Regione Campania abbia i conti in ordine e abbia adempiuto con puntualità a tutte le osservazioni e prescrizioni ricevute”.
È quanto dichiara il consigliere regionale Tommaso Pellegrino, capogruppo di Italia Viva, che aggiunge: “Non si può continuare a penalizzare le famiglie campane per un mero dispetto nei confronti del presidente De Luca. Trovo questa decisione vergognosa e profondamente offensiva per i cittadini campani, che hanno il diritto a un sistema sanitario pienamente efficiente e non più soggetto a vincoli ingiustificati”.
“Bene fa il presidente De Luca a rivolgersi alla giustizia ordinaria per tutelare i diritti della nostra Regione – ha concluso Pellegrino. E altrettanto giusto sarebbe riaprire i punti nascita chiusi su esplicita indicazione del Governo, assumendosi la responsabilità politica e istituzionale come ha già fatto in passato, nell’interesse esclusivo dei cittadini campani”.
Aggiornamento del 4 agosto 2025, ore 11.01 - Un sistema robotizzato per la gestione dei farmaci, De Luca torna alla città ospedaliera -Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, torna all’Azienda ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino per visitare l’impianto di informatizzazione della logistica del farmaco, ultimo gioiello tecnologico di cui si è dotata l’Azienda, che consente di gestire in modo automatizzato, tracciato ed efficiente tutto il ciclo del farmaco, dall’acquisto alla somministrazione.
Il presidente è atteso alla Città ospedaliera domani, martedì 5 agosto, alle ore 10. Dopo aver visionato il sistema robotizzato, realizzato nell’unità operativa di farmacia, il governatore è atteso in aula magna (primo piano, settore B) per un saluto al personale aziendale.
All’incontro saranno presenti il direttore generale per la tutela della salute e il coordinamento del sistema sanitario regionale, Antonio Postiglione, e il direttore generale dell’Azienda Moscati, Renato Pizzuti.




