AVELLINO – «Sono pervenuto al convincimento – si legge in un comunicato dell’amministratore unico Antonio Lenzi – che il mio mandato di amministratore unico di Alto Calore Servizi spa, a circa un anno e mezzo dalla mia nomina, sia da ritenersi esaurito. Le situazioni determinatesi tanto sul fronte tariffario quanto su quello, anche più allarmante, della emergenza idrica mi pongono in una situazione di grande imbarazzo e sofferenza umana.
Dopo aver traghettato la società oltre il traguardo dell’omologa del concordato, con l’intento prioritario del rispetto delle regole e della legalità, mi vedo costretto, di fronte al diffondersi di logiche distoniche rispetto a quelle che da sempre hanno ispirato il mio operato, ad un passo indietro. Di qui la mia decisione irrevocabile di formalizzare le dimissioni dalla carica che attualmente ricopro, restando a disposizione per l’ordinaria amministrazione fino alla nomina del nuovo amministratore unico.
Nel ringraziare quanti (autorità, sindaci, stampa, sindacati e dipendenti), in questi mesi, non hanno mancato di far sentire a me e alla società vicinanza e sostegno, rivolgo loro un rispettoso e caloroso saluto».
Aggiornamento dl 28 agosto 205, ore 14.01 - Alto Calore, Pionati: "Solidarietà a Lenzi, consumata un'altra congiura" - "La mia totale solidarietà all'avvocato Antonello Lenzi, vero galantuomo ed eccellente professionista inghiottito dalle vergognose lotte intestine che avvelenano la nostra provincia, sempre più allo sbando e priva di guida politica. Il mandato di Lenzi alla guida dell'Alto Calore è durato quanto quello dell'amministrazione comunale di Laura Nargi: un'altra congiura che va in porto, l'ennesimo disastro sulla pelle dei cittadini che impone una riflessione seria per una reazione di chi ancora ama Avellino e l'Irpinia". Lo dichiara in una nota l'ex senatore, Francesco Pionati, commentando le dimissioni del presidente dell'Alto Calore, Antonello Lenzi.
Aggiornamento dl 28 agosto 2025, ore 16.57 – Ciampi (M5S): Con le dimissioni di Lenzi, privati più vicini alla gestione dell'acqua - Le dimissioni di Lenzi segnano un punto a favore dei privati. Oggi la fine dell'acqua pubblica è più vicina.
Apprezzo gli sforzi di Lenzi nella direzione di conservare l'acqua in mano pubblica, gli sono solidale e senza dubbio non mi convince l'attacco di alcuni esponenti politici che denunciano il ritardo della governance e parlano di ritardi nel piano di ristrutturazione finanziato dalla Regione. A caldo mi pare che la politica, intendo i consiglieri regionali e i sindaci-soci dell'Alto Calore, non hanno fatto una bellissima figura. Gettare la croce su un amministratore che comunque ha portato avanti il concordato è ingeneroso e contribuisce a confondere le idee sulla crisi attuale. Chiederò alla Giunta Regionale quale sia la reale consistenza dei flussi finanziari arrivati nelle casse dell'Alto Calore o dei comuni soci. In tutto questo Lenzi ha lavorato sul concordato e Palomba è arrivato da pochissimi mesi: cosa ci si aspettava da questi due professionisti? Non vorrei che la manovra sia quella di spianare rapidamente la strada al privato.
Non ho sentito nessuno prendersi la responsabilità di questa situazione e non mi rassicura che a getto continuo si facciano proposte (dal bonus, al rinvio delle decisioni sugli aumenti) senza dare risposte chiare.
Per quanto mi riguarda continuerò a battermi per la gestione pubblica dell'acqua. L'acqua resta pubblica, va ribadito, solo se i sindaci risponderanno davvero al loro mandato elettorale: l'interesse dei cittadini. Ciò non è accaduto fino ad oggi perché ha vinto l'appartenenza politica e la convenienza elettorale. L'acqua pubblica e la sua gestione pubblica saranno le principali questioni che il nuovo governo regionale dovrà affrontare. Il cambio di stagione passa per una nuova tutela dei cittadini, dell'ambiente, delle risorse locali.
Aggiornamento dl 28 agosto 2025, ore 16.57 – Alto Calore, D’Agostino (Fi): rammarico per dimissioni Lenzi, ora una guida altrettanto autorevole – “Apprendo con rammarico la decisione dell’amministratore unico Antonello Lenzi di dimettersi dalla guida di Alto Calore Servizi S.p.A. L’avv. Lenzi ha affrontato con coraggio e determinazione una realtà complessa, portando l’azienda all’omologa del concordato e avviando una ristrutturazione essenziale per evitare il fallimento. Il suo impegno nel promuovere una riorganizzazione interna tesa all’efficientamento ha rappresentato un presidio di responsabilità e trasparenza in un contesto difficile.” Lo dichiara Angelo Antonio D’Agostino, segretario provinciale di Forza Italia.
“L’uscita di Lenzi lascia un vuoto preoccupante - sottolinea D’Agostino -. In un momento già delicato, in cui le polemiche sulle tariffe alimentano sconcerto tra i cittadini, l’uscita di scena di una guida competente rischia di appesantire ulteriormente il destino dell’azienda. Abbiamo bisogno di concretezza e stabilità, non di ulteriori divisioni o ritardi”.
“È indispensabile che la politica resti fuori dalle vicende aziendali - prosegue il segretario di FI - . Non possiamo più assistere a quanto accaduto nell’ultima assemblea dei soci, dove i sindaci si sono divisi per ragioni di appartenenza. Alto Calore deve tornare ad essere governato nell’interesse esclusivo dell’azienda e dei cittadini, non piegato a logiche di parte”.
“L’auspicio è che i soci e le istituzioni coinvolte garantiscano rapidamente una leadership autorevole, capace di proseguire l’opera di risanamento con la stessa chiarezza e senso di responsabilità mostrati finora da Lenzi. Solo così - conclude D’Agostino - sarà possibile evitare derive nell’amministrazione del servizio idrico e tutelare davvero l’interesse dei cittadini e delle comunità irpine”.
Aggiornamento del 29 agosto 2025, ore 9.22 – La nota di Antonio Gengaro - Le dimissioni dell'avv. Antonello Lenzi, professionista di indubbie qualità morali e professionali, da amministratore unico dell' Alto Calore spa, la cui opera è risultata determinante per l'ottenimento dell' omologa del concordato da parte del Tribunale, pongono le forze politiche e gli amministratori di fronte alle proprie responsabilità e negligenze nella gestione del ciclo idrico in Irpinia.
La questione, drammaticamente attuale, purtroppo rimane quella della gestione pubblica, economica ed efficiente, della risorsa acqua. In questa ottica bisogna diffidare dei cavalli di troia del privato, pure presenti nella recente governance di Corso Europa. Nel passato non si è avuta la capacità di saper imitare modelli pubblici virtuosi di gestore unico, come ad esempio in Regione Puglia con Acquedotto Pugliese.
La parcellizzazione del sistema a livello locale, promossa, anche, dalla vigente normativa campana in materia, finisce per favorire, inevitabilmente, clientelismo e privatizzazione.
Nel programma del nuovo centrosinistra in Campania, l'argomento della gestione pubblica dell'acqua dovrà essere la priorità. Solo in una logica di sistema regionale, meridionale, si potrà, finalmente, affrontare e risolvere il problema del futuro del nostro bene più prezioso e vitale.
Antonio Gengaro esponente Pd




