NAPOLI – “La scritta comparsa sui muri di Bagnoli durante il corteo contro l’America’s Cup – “nella colmata mettiamoci Manfredi” – rappresenta un episodio grave e inaccettabile, che condanniamo con decisione. Il confronto, anche quando acceso, deve sempre restare nei confini del rispetto e della civiltà. Il dissenso e la protesta sono strumenti legittimi, ma non possono mai tradursi in offese personali o in atti di vandalismo che avvelenano il clima del dibattito pubblico”. Dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e presidente della commissione Ambiente, Salvatore Flocco.
“Il dialogo è fondamentale - continua Flocco - e non può essere sostituito da linguaggi violenti o provocazioni che non aiutano alcuna causa. Difendere la qualità del dibattito pubblico significa pretendere rispetto per le persone e per i luoghi della nostra città. Napoli merita un confronto serio, civile e all’altezza delle sfide che ha davanti”.
Aggiornamento del 7 febbraio 2026, ore 20.39 - Il gruppo Pd in Consiglio regionale della Campania: “Solidarietà al sindaco Manfredi, ferma condanna per le scritte offensive” – «Esprimiamo la nostra piena solidarietà come gruppo Pd in Consiglio regionale al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, per le gravi e inaccettabili scritte offensive comparse a Bagnoli. Si tratta di un episodio che va condannato senza esitazioni, perché travalica il legittimo diritto al dissenso e scivola in una dimensione di violenza verbale che nulla ha a che vedere con il confronto democratico». Così Maurizio Petracca, capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale della Campania, interviene in merito alle scritte apparse contro il primo cittadino di Napoli.
«Il diritto a manifestare e a esprimere opinioni critiche – prosegue Petracca – è un caposaldo della nostra democrazia e va sempre tutelato. Tuttavia, quando il confronto si trasforma in attacco personale, in intimidazione o in linguaggio offensivo, si supera un limite che non può essere tollerato. Episodi come questo non contribuiscono in alcun modo al dibattito pubblico, ma al contrario ne abbassano il livello e alimentano un clima di tensione che non giova a nessuno».
