Il vicesindaco La Verde lascia la delega alle Politiche sociali

Mercoledì 06 Novembre 2013 21:06 Red.
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Il vicesindaco La VerdeAVELLINO – “Ci sono dirigenti del Comune che non mi permettono di lavorare per cui ho deciso di dimettermi da assessore alle Politiche sociali. Sia chiaro che nessuno, dico nessuno, può recare offesa alla mia persona. Io devo rendere conto agli elettori che mi hanno votato e che mi hanno consentito di entrare in Consiglio comunale, non certamente ai dirigenti. Loro sono dirigenti e pensino a fare i dirigenti. Io faccio l’amministratore”: è quanto ha dichiarato un infuriato Stefano La Verde dopo un diverbio con un dirigente di Palazzo di città. All’origine della vicenda ci sarebbe la gestione del Piano di zona per cui, nel recente passato, già ci sono stati altri contrasti sia con alcuni sindaci dell’ambito sociale A4 sia con alcuni rappresentanti delle organizzazioni sindacali, in particolare con il segretario generale del Cisl, Melchionna.

La Verde ha annunciato di rinunciare alla delega alle Politiche sociali ma non a quella di vicesindaco, assegnazione alloggi e sanità. In ogni caso a decidere sulla questione sarà ora il sindaco Foti che è chiamato a sciogliere questa grana che è piovuta sulla sua amministrazione a pochi mesi dall’insediamento. Proprio per questo è previsto per domani un incontro tra il primo cittadino ed il suo vice La Verde.

Aggiornamento del 7 novembre 2013, ore 13.57 - Il tempo di pubblicare la notizia che, nel giro di meno di ventiquattro ore, già sono rientrate le dimissioni da assessore alle Politiche sociali di Stefano La Verde che, lo ricordiamo, ricopre anche la carica di vicesindaco. Questa mattina, infatti, c'è stato l'incontro con il sindaco Foti che ha dato al suo vice assicurazioni circa l'organizzazione del personale all'interno dell'ufficio che dovrà gestire il Piano di zona, piano intorno al quale erano sorti non pochi contrasti e divergenze. Che comunque tra amministratori e dirigenti di enti ci possano essere dei contrasti sul modo di risolvere le questioni non è una novità. Ci piace, tra i tanti episodi che si potrebbero citare, ricordare quanto successe, diversi anni fa, tra l'allora assessore provinciale ai Lavori pubblici, il socialista Pietro Filippone, ed il potentissimo e severissimo segretario generale della Provincia, Vittorio Tarantino. In pieno Consiglio provinciale Filippone stava relazionando su una pratica in materia di lavori pubblici sulla quale c'erano state delle divergenze d'opinione proprio con Tarantino. Ad un certo punto, l'assessore puntualizzò: "Anche perché, lo ricordo, io sono il potere politico e su questo decido io". "Ohibò - replicò dal banco della presidenza il segretario generale seduto a fianco dell'allora presidente della Provincia, il socialdemocratico Silvestre Petrillo - io sono il potere tecnico". Potere politico e potere tecnico: due elementi della vita sociale che devono convergere al fine di ottenere il bene comune in un rapporto di reciprocità. Quello stesso rapporto che era alla base del sistema di pensiero di Giambattista Vico, l'autore della Scienza nuova, fondato sulla conversione del verum e del factum (verum et factum reciprocantur, seu convertuntur (“vero e fatto hanno un rapporto di reciprocità, si convertono).