Irpinia, diminuiscono le imprese «rosa»

Sabato 16 Novembre 2013 12:30 Antonio Carrino
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_imprese_rosa.jpgAVELLINO - L’osservatorio sull’imprenditorialità femminile di Unioncamere ha diffuso una statistica, aggiornata al 30 settembre scorso, sul tasso di femminizzazione delle imprese, vale a dire sull’incidenza che le aziende in rosa hanno sul totale delle attività economiche presenti in una determinata area territoriale. Ebbene, nel nostro Paese all’incirca un’azienda su quattro ha per titolare una donna. Per l’esattezza, il 23,6%. Le aliquote più alte di presenze femminili alla guida delle imprese si riscontrano nel Sud e nelle isole; nelle regioni del Centro si sono avuti negli ultimi tempi incrementi degni di nota, tanto che questa ripartizione territoriale si avvicina alle percentuali del meridione. Il Nord dell’Italia, invece, appare tuttora meno vocato a  vedere le donne alla testa di un’impresa.

Ecco le cifre. Il tasso di femminizzazione è  pari al 29,7% in Molise, al 27,8 in Abruzzo e al 27,7 in Calabria. Queste sono le tre regioni sul podio nella graduatoria. Quelle collocate in coda sono nell’ordine Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Lombardia con percentuali inferiori al 21%. La nostra regione è quarta in classifica con il 26,5. Da segnalare, però, che due province campane (Benevento e Avellino) con aliquote pari, rispettivamente, al 32,3 e al 32,2% guidano la graduatoria nazionale. Tra parentesi, aggiungiamo che fino a qualche anno fa il primato in questa particolare classifica lo deteneva proprio l’Irpinia che lo ha mantenuto per più d’un lustro. Poi, sia pure  per un decimale, l’ha ceduto ai cugini sanniti. Le altre province campane si piazzano al 13esimo posto (Caserta con il 27,2%), al 31esimo (Salerno, con il 25,7) e al 38esimo (Napoli, con il 25%).

Ripartendo le aziende in rosa per ramo di attività economica si vede che la maggiore parte opera nel settore del commercio, seguito dall’agricoltura e dalle attività ricettive. Questi tre comparti, messi insieme, esprimono più della metà delle aziende femminili italiane. È interessante verificare, poi, il “peso” della componente femminile sul totale delle imprese appartenenti a un determinato settore economico. Ebbene, a livello nazionale, il comparto dove si registra, in percentuale, la maggiore presenza d’imprese condotte da donne è quello delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento. Qui il 41% delle imprese è guidato da una donna. A seguire ci sono le attività di alloggio e ristorazione, dove si tingono di rosa il 32,4% delle aziende. Vengono poi le imprese operanti nel comparto della sanità e assistenza sociale: su 100 imprese 31,7 hanno un titolare in gonnella. È la volta, quindi, delle aziende di noleggio, delle agenzie di viaggio e dei servizi di supporto alle imprese. In tale comparto il tasso di femminizzazione raggiunge il 29,1%. Questi settori, però, non contano molte imprese se rapportati ad altri comparti. Quelli più affollati sono l’agricoltura e il commercio. In tali comparti, il tasso di femminizzazione è pari, rispettivamente al 29,0% e al 26,5%. Tali dati, come già evidenziato, si riferiscono alle medie nazionali. Guardando ai dati di casa nostra, invece, si riscontra che le cifre raggiunte sono ben più corpose: in Irpinia, infatti, un’impresa su due del comparto agricolo e una su tre del comparto commerciale sono tinte di rosa.

Un’ultima annotazione va fatta, sull’andamento temporale dell’imprenditoria femminile. Rispetto ad un anno fa, in Irpinia, c’è stata una leggera contrazione e ciò in controtendenza con il trend nazionale. Le imprese capitanate da donne da noi hanno perduto lo 0,24%, mentre in Italia hanno guadagnato lo 0,27%. Se il paragone però lo si fa con i dati di un lustro fa  si vede che la forbice è assai più aperta. In Italia sono aumentate del 15%;  in provincia di Avellino sono diminuite di quasi il 7%: erano 15.190, sono ora  14.161, più di mille in meno in soli 5 anni.