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    30/11/2022

L’occhio sulla città/Last minute

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_campus_piav.jpgAVELLINO – Ora, se da un lato un last minute può rappresentare un’occasione da non perdere riguardo soprattutto a offerte di vacanze, viaggi e tempo libero, dall’altro può essere inteso come la possibilità di “perdere un treno”: è  il caso della scuola media Dante Alighieri di via Piave.

Come si ricorderà quello della nuova Dante Alighieri fu un progetto voluto dall’amministrazione Foti con l’assessore ai Lavori pubblici Costantino Preziosi nel 2016 e proseguito dal commissario Priolo che lo ha traghettato verso la definitiva esecutività, affidando i lavori allo  Studio Associato di architettura “ Rossi-Prodi” di Firenze.

Siamo nel 2022 e finalmente sembra essere pronta la gara d’appalto: il cantiere, infatti, dovrà essere aperto entro il 31 dicembre, pena il venir meno dei fondi dalla Regione Campania pari ad un impegno di spesa massimo erogabile di circa 16.5 milioni di euro, ricordando che il 31 dicembre è sabato e la vigilia di Capodanno…

Fonti di Palazzo di città fanno sapere che il bando di gara sarebbe ormai pronto e che a seguire i lavori e l’intero iter procedurale sarà il citato Studio Rossi Prodi di Firenze. A quanto si apprende, i lavori riguarderanno l’abbattimento e la ricostruzione della scuola, dichiarata inagibile nel lontano 2014, ma non le aree verdi esterne per le quali a breve si “predisporrà un lotto di completamento a verde a valere”.

È importante sottolineare come in origine il progetto prevedesse un impegno di spesa di circa 18 milioni di euro, così da comprendere anche le citate aree a verde ma il continuo interscambio di documentazioni, chiarimenti e incomprensioni tra il Comune e Palazzo Santa Lucia ha portato ad una rimodulazione dell’impegno dei vertici regionali con l’irremovibile volontà di individuare in circa 16.5 milioni di euro il massimo finanziamento concedibile  per tale progetto.

Dalle ceneri del vecchio edificio sorgerà una moderna struttura in calcestruzzo con basamenti in acciaio riflettente e totalmente autonoma dal punto di vista energetico, grazie a particolari pannelli fotovoltaici.

Il progetto è concepito per offrire una superficie di oltre quindicimila metri quadri su tre livelli in grado di ospitare scuola dell’infanzia, elementari e medie, una mensa, una palestra ed un moderno e funzionale auditorium aperto anche alla fruizione dell’intera  cittadinanza e, perché no, dell’intera provincia. Insomma, un vero e proprio campus scolastico all’avanguardia. Non mancherà neppure una piazza con grandi spazi verdi attrezzati ed aperti al confronto, all’inclusione ed all’integrazione.

Non va dimenticato che il nuovo campus scolastico è anche il frutto di un concorso di idee con protagonisti gli alunni dell’istituto comprensivo Perna-Alighieri dal titolo “La scuola che vorrei”. Se non ci saranno intoppi di sorta, in tre anni il nuovo campus scolastico di via Piave vedrà la luce. In noi si troverà l’occhio vigile ed attento di sempre.

Il fatto che il nostro sguardo finisca col posarsi con cadenza pressoché annuale sul tema in oggetto non è finalizzato soltanto a voler spronare a riportare alla vita un simbolo dell’istruzione avellinese o alla riqualificazione di  una zona, un quartiere della città da tempo in sofferenza, ma anche corroborare la nostra convinzione, la nostra consapevolezza che il nuovo campus scolastico possa essere l’abbrivio a veder certificate prossime nuove competenze e professionalità in tutte le branche della scienza e del lavoro, in un momento in cui si stilano classifiche sul grado di istruzione dei cittadini prima di tutto in ambito nazionale…

A parziale giustificazione dei ritardi sull’avvio dei lavori, l’amministrazione si è anche appellata alla notoria sofferenza delle casse comunali ma non vorremmo che tutto questo possa trasformarsi in un alibi per il nostro primo cittadino da giocare di fronte alla percezione sempre più diffusa di uno sconvolgente isolamento istituzionale che vive il capoluogo, figlio forse anche di uno squallido provincialismo in cui si consuma astio in un clima di assoluta mancanza di confronto costruttivo anche e soprattutto istituzionale e in cui ormai la rappresentanza democratica è sempre più appaltata alla mediocrità.

 

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