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    14/06/2024

L’occhio sulla città/Meno trionfalismi, più pragmatismo

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Attualita_torre_orologio.jpgAVELLINO – “Non so se qualcuno non ci crede, o a qualcuno dà fastidio. Ma siamo usciti dal predissesto. Non a caso possiamo permetterci con le casse comunali di spendere soldi per l’estate, il Natale, le strade, gli edifici, cosa mai avvenuta prima. Non contraiamo debiti, ma anzi paghiamo le fatture in soli 20 giorni. Abbiamo fatto sacrifici, anche a scapito della popolarità. Ma non abbiamo mai badato ai voti, ma a mettere a posto i conti anche grazie alla pazienza dei cittadini. Così oggi facciamo stare bene la città, sia dal punto di vista dell’umore che sociale e abitativo. All'aumento dell’addizionale Irpef abbiamo risposto con l’abbassamento della Tari: sacrifici ripagati dai servizi restituiti e da una migliore qualità della vita”.

Ad ascoltare le solite dichiarazioni improntate al trionfalismo del sindaco Festa, quella tra lui e la città sembra essere una luna di miele che procede senza alcuna turbolenza. Noi, però ci permettiamo di sollevare una qualche perplessità nel merito nutrendo dubbi su quanto assunto, dubbi tanto di gestione quanto di visione, data anche “la precarietà mediocre” su cui, comunque, appare ad oggi adagiato il capoluogo.

Stiamo pensando, ad esempio, alla scelta di “un’eccellenza del settore non ancora resa nota alla città”, a scapito della Asl, per l’affidamento della gestione del Centro per l’autismo di Valle, con prese di posizione che appaiono tanto discutibili da indurre, a più riprese, persino il prefetto ad invocare attenta riflessione evitando il rischio di decisioni pericolosamente avventate.

Ancora, al Victor Hugo, il cui cantiere è fermo per un contenzioso aperto con la ditta appaltatrice e per cui si sono ormai definitivamente persi due milioni di euro di fondi europei e regionali per i lavori di riqualificazione da rendicontare entro il prossimo trentuno dicembre, con conseguente dilazione dei tempi di trasloco di una parte degli uffici comunali. O alla Dogana, cui, ahi noi, è toccata la stessa sorte,  con la perdita definitiva di tre milioni di euro.

Da Palazzo di Città non si fanno drammi perché “il Comune ha usufruito di una normativa europea che consente lo spostamento ad altra programmazione, quella 2021-2027, per opere ritenute strategiche come, appunto il Victor Hugo e la Dogana”. Nel  merito, anzi, nei giorni scorsi c’è stata una reazione irritata del sindaco, che ha ribadito come “proprio grazie a questa operazione non si fermeranno i cantieri”.

Peccato solo che questa “operazione” ha sottratto fondi a possibili nuove opere, fondi fruibili se il Comune fosse riuscito a completare questi interventi in tempo, ma inseguire la chimera Fuksas e le  continue difficoltà burocratiche che gravano sui due cantieri, hanno portato ad un pasticcio imperdonabile ed ingiustificabile. A risentirne, ad esempio, sarà via Francesco Tedesco che vedrà dilazionati i tempi per la prosecuzione dei lavori di riqualificazione.

Ancora: mentre procedonoa ritmo serrato i lavori a Palazzo De Peruta, prossima nuova sede comunale, apprendiamo che tanto gli uffici del giudice di pace, ancora alla ricerca di una sede alternativa, quanto gli uffici dell’anagrafe restano al loro posto in quanto, da sopralluoghi tecnici effettuati, gli spazi dell’attuale sede del comando di polizia municipale, individuati quale nuova sede dell’ufficio Anagrafe comunale, non risulterebbero idonei ad assolvere alla futura funzione.

Nel merito, i ritardi accumulati, rischiano di allungare i tempi dell’entrata a regime del “Polo di Avellino dell’Università degli studi di Salerno”, con Piazza del Popolo destinata a restare chissà ancora per quanto tempo un ibrido, con  studenti e dipendenti comunali costretti a condividere spazi sempre più ristretti e promiscui.

Ora, volendo assecondare pur con qualche legittima perplessità le recenti rassicurazioni dell’amministrazione comunale sul fatto che il centro per l’autismo di Valle e il tunnel saranno consegnati alla città entro l’anno e che il completamento di Piazza Castello e di Corso Umberto Primo sono ormai in dirittura d’arrivo, restano ancora tante le incognite di un mosaico intricatissimo che consiglierebbe a sindaco e giunta meno trionfalismi e più pragmatismo, unito, magari, ad una maggiore pacatezza nei toni e qualche mea culpa, così da fugare eventuali dubbi e recuperare credibilità, requisito necessario per un primo cittadino che com’è ormai noto aspira lecitamente a raddoppiare.

 

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