L’occhio sulla città/Una sfida controcorrente

Sabato 10 Ottobre 2026 08:14 Antonio Fusco
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_corso_vit_em.jpgAVELLINO – Con lo sguardo di questa settimana vogliamo raccontarvi di “una sfida controcorrente”. Lo scorso venerdì, passeggiando lungo Corso Vittorio Emanuele, tra la prefettura e il  circolo della stampa, siamo stati presi da un coinvolgente curioso viavai.

Mentre l’offerta culturale della città appare balbettante e  in un periodo storico in cui calano i lettori e i dati Istat certificano che nell’ultimo anno il 60% degli italiani non ha preso tra le mani nemmeno un libro anche solo per limitarsi a sfogliarlo, ecco che l’aver osservato dapprima la vetrina e poi l’interno di una nuova libreria ha assunto i contorni della piacevole novità. Se poi si aggiunge che a gestirla sono quattro giovani ragazzi del capoluogo, allora il gioco è davvero fatto.

In  un tempo nel quale la lettura deve continuamente misurarsi con la velocità delle immagini e con la moltiplicazione dei linguaggi digitali, la scelta di questi ragazzi è veramente controcorrente perché vuol dire scommettere ancora sulla lentezza della pagina, sulla possibilità di fermarsi, scegliere, sfogliare,  farsi assorbire dall’odore del libro, leggerlo viaggiando nelle storie e nei mondi che dischiude.

Accolti da  cordialità, disponibilità e cortesia, si diventa parte di uno spazio ordinato e razionale che propone un’ampia offerta, capace di attraversare generi, età e sensibilità differenti. Narrativa e saggistica, classici, libri per  bambini e ragazzi e novità editoriali, convivono  per accogliere tanto il lettore abituale quanto chi si avvicina alla lettura con un approccio più contemporaneo. Perché una libreria, oggi, non può permettersi di ignorare le metamorfosi dei lettori.

Ma le novità non si esauriscono sugli scaffali: all’interno della libreria di Corso Vittorio Emanuele, infatti, c’è anche “Versi da bere”, un piccolo angolo bar. Non un semplice servizio ma parte integrante di un’esperienza culturale. Un luogo nel quale fermarsi, bere qualcosa, sfogliare un volume, incontrarsi, parlare.

Altra ambizione dichiarata dai quattro giovani librai è di poter immaginare in un prossimo futuro, un’area silenzio in cui sorseggiare un caffè, un aperitivo in  compagnia di un buon libro. Nelle ore pomeridiane e serali, inoltre, si potranno organizzare presentazioni di libri, incontri con autori, appuntamenti ed approfondimenti dedicati alla lettura. Il libro, dunque, pretesto per un’occasione di confronto e perché no anche un momento in qualche modo conviviale.

Azzeccata anche la scelta di Corso Vittorio Emanuele e la collocazione della nuova libreria nelle adiacenze del circolo della stampa per riannodare quel fil rouge tra passeggio, lettura, incontro e partecipazione, dal quale una comunità culturale può trarre nuova linfa.

La sfida controcorrente dei nostri quattro giovani librai ha un altro elemento caratterizzante: rappresenta, infatti, “il Sud che ha deciso di restare” inseguendo ed assecondando, più forti di ogni difficoltà, una propria passione.

Dunque, non il Sud raccontato soltanto attraverso le sue fragilità, non i giovani rappresentati esclusivamente come una generazione destinata alla partenza ma un Sud capace di guardare oltre. Un Sud nel quale aprire una libreria è anche attestare fiducia al  proprio territorio. Un Sud nel quale quattro giovani scelgono di non considerare la propria terra una stazione di transito, ma un luogo nel quale costruire il proprio futuro professionale, culturale e umano.

A corroborare quanto appena affermato e descritto c’è un altro aspetto assolutamente non secondario del progetto di questa nuova libreria: il voler costruire nel tempo una relazione sempre più stretta con la città, i lettori  le istituzioni, i comparti culturali, le scuole, le associazioni e le realtà culturali del territorio, attraverso un calendario di iniziative capace di arricchirsi, integrarsi e convivere tutto l’anno.

Il libro, dunque, non solo come un oggetto da acquistare ma come  un’esperienza da vivere. Cosa dire di più: ad maiora e buon lavoro. A noi lettori, invece, non possiamo che dire, buon viaggio e buona lettura.

Un’annotazione: fa piacere segnalare come la nuova libreria di Corso Vittorio Emanuele garantisce l’accesso anche alle persone con ridotta capacità di deambulazione o non deambulanti con ingresso da via Mazas.