BOLOGNA – Lo scorso 9 aprile il Consiglio dei ministri ha approvato il documento di economia e finanza (Def) 2024 in forma “semplificata”, ovvero con le sole stime tendenziali calcolate sulle norme in vigore, e senza stime programmatiche che rimangono in attesa del nuovo Patto di Stabilità.
«Rispetto alle previsioni di spesa sanitaria sino al 2027 – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – il Def 2024 certifica l’assenza di un cambio di rotta e ignora il pessimo “stato di salute” del Servizio sanitario nazionale (Ssn), i cui princìpi fondamentali di universalità, uguaglianza ed equità sono stati traditi, con conseguenze che condizionano la vita delle persone, in particolare delle fasce socio-economiche più deboli e delle persone residenti nel Mezzogiorno. Dai lunghissimi tempi di attesa all’affollamento inaccettabile dei pronto soccorso; dalle diseguaglianze regionali e locali nell’offerta di prestazioni sanitarie alla migrazione sanitaria dal Sud al Nord; dall’aumento della spesa privata all’impoverimento delle famiglie sino alla rinuncia alle cure».
