BOLOGNA – «I livelli essenziali delle prestazioni (Lep) non coincidono con i livelli essenziali di assistenza (Lea), né sul piano normativo né su quello sostanziale. La scelta del governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I Lep sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le Regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria».
È questo il messaggio centrale portato dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega n. 1623 per la determinazione dei Lep.
