AVELLINO – È scomparso nel corso della notte presso l’ospedale civile di Avellino Gabriele Matarazzo, 71 anni, avellinese, noto negli ambienti della sinistra irpina per la sue battaglie a sfondo sociale e culturale per il riscatto della città che amava tanto. Da mesi ormai, a causa del male che l’aveva assalito, non lo si vedeva più lungo quel Corso Vittorio Emanuele di cui era, fin dagli anni giovanili, un assiduo frequentatore soprattutto nelle ore notturne. Sempre di notte condusse dai microfoni di Radio Irpinia, sul finire degli anni Settanta, una fortunata trasmissione Quelli della notte (nella foto da avellinesi.it) insieme con Antonio Montella e Claudio De Vito, suoi inseparabili amici di Summonte. Con la maglia di Radio Irpinia partecipò sul campo B dello stadio Partenio ad una memorabile disfida contro gli amici di Radio Alfa. Aveva fatto appena in tempo a fare un’ultima puntata in quella Cuba che era un po’ la sua seconda patria tanto da aver fondato un club di amici della terra del comandante Che Guevara, qui in Irpinia. Era molto conosciuto anche negli ambienti del basket tifoso qual era, da sempre, della mitica Scandone. I funerali di Gabriele Matarazzo si svolgeranno domani mattina, alle 9.30, presso la chiesa di Borgo Ferrovia.
Qui di seguito riportiamo la nota di Tony Della Pia, segretario della federazione irpina di Rifondazione comunista, che ne ricorda la figura: “Con la scomparsa di Gabriele Matarazzo Avellino perde un uomo perbene, attento conoscitore della terra in cui ha vissuto una vita non banale. Con il suo fare mite ha contribuito a formare la coscienza critica di intere generazioni al fianco delle quali si è sempre impegnato in difficili lotte per l’emancipazione politica, culturale e sociale della Città che amava. Gabriele era un gigante d’altri tempi, un esempio di serietà e garbata determinazione, un comunista gentile. Ci mancherà tutto di lui, i suoi sorrisi, il suo bel viso barbuto, le poche ma sagge parole che valorizzavano sempre qualunque discussione. La terra dovrà fare a meno della sua presenza fisica ma il patrimonio che lascia è e sarà per sempre indelebile in Irpinia e nella sua seconda Patria, quella Cuba che ci raccontava con romantica obiettività. Oggi piove, anche la natura versa le sue lacrime, le stesse che scavano il viso delle tante e dei tanti compagni militanti di Rifondazione Comunista orgogliosi d’averti conosciuto e che non ti dimenticheranno mai. Hasta Siempre Compagno Gabriele, che la terra ti sia lieve”.
