«La natura non si chiude», la nota del Pd irpino sull’oasi di Conza

Martedì 18 Marzo 2014 19:15 Red.
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L'oasi di ConzaAVELLINO – Ancora un appello, dopo quello della Cgil, a difesa dell’oasi naturalistica di Conza che rischia la chiusura per la mancata erogazione dei fondi da parte della Provincia. Ad intervenire è Mario Pagliaro, responsabile provinciale del forum Ambiente e comunità del Partito democratico: L’oasi del lago di Conza – si legge in una nota –  è una di quelle certezze su cui l’Irpinia dovrebbe puntare per risolvere le emergenze di sistema su cui tanto impegno, insieme al segretario provinciale Carmine De Blasio, stiamo dando per il loro superamento. La notizia di una sua possibile chiusura, quindi, è ancora più difficile da accettare. Soprattutto se il rischio è dovuto ad un ente Provincia che non eroga i fondi 2013 già stanziati, quindi, vincolati alle funzionalità dell’oasi. Un’area naturale di circa 800 ettari, zona a protezione speciale (Zps), sito d’importanza comunitaria (Sic), la più estesa area umida della Campania, non può non essere considerata una priorità. ambientale ed economica.

L’invaso di Conza con i suoi boschi igrofili, i pascoli e gli ambienti steppici, oltre all’alto valore naturalistico, rappresenta un riferimento fondamentale per quella economia “credibile” che dovrebbe modellare tutte le scelte d’impresa ed amministrative della nostra provincia L’impegno, quindi, alla risoluzione della emergenza deve essere pieno ed immediato. Purtroppo, pur raggiungendo l’obbiettivo, la percezione della questione che resterà sarà quella di un’attenzione superficiale, ferma sulla soluzione delle contingenze e con una totale assenza di programmazione. Credevamo che in quest’avvio di stagione turistica si parlasse dell’oasi in termini di risultati raggiunti sull’annullamento delle minacce al suo ecosistema o di potenziamento dell’offerta, di aumento dei flussi turistici o di start up d’imprese (di produzione e di servizio), che avessero scelto quell’ecosistema come riferimento. La necessità, invece, di dover ratificare una nuova emergenza, che troppe insensibilità continueranno a ritenere secondaria, contribuisce ad acuire il senso dell’idiosincrasia alla base di tanta gestione amministrativa, che nelle proprie programmazioni, vedasi Piano territoriale di coordinamento provinciale e Piano territoriale regionale, istruiscono visioni future assolutamente non confortate dalle azioni quotidiane.