SAN MICHELE DI SERINO – Dovrà rispondere di tentato omicidio, aggravato dall’uso delle armi e della premeditazione, nei confronti Pietro Femina – un agricoltore di 50 anni di Santo Stefano del Sole, noto pregiudicato, attinto nel tardo pomeriggio del mese di ottobre dello scorso anno da vari colpi di pistola calibro 7,65 alle gambe e a una mano mentre era davanti al bar Sport, in piazza Vittoria, al centro del paese – D.P., 33 anni, di Pagani, in provincia di Salerno, tratto in arresto nella prima mattinata di oggi dai carabinieri della compagnia di Avellino in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Avellino, Giuseppe Ricciardi, su richiesta del Procuratore della Repubblica Angelo Di Popolo e del Pm titolare del fascicolo sostituto Chiara Annecchini.
Secondo quanto si legge nell’ordinanza del giudice il 33enne di Pagani è indagato per aver esploso contro il Femina otto colpi d’arma da fuoco utilizzando una pistola semiautomatica calibro 7,65 (risultata detenuta abusivamente) ad una distanza ravvicinata con la chiara intenzione di cagionare la morte della vittima, specie tenendo conto della estrema pericolosità dell’arma usata, del numero di colpi esplosi, della distanza intercorsa e dei molteplici proiettili che attinsero la vittima anche in parti vitali (importanti strutture vascolari dell’arteria femorale). È stato altresì dimostrato come i primi tre colpi di pistola furono sparati da appena due metri di distanza, quando cioè l’attentatore era posizionato nelle immediate adiacenze dello sportello anteriore destro dell’autovettura su cui viaggiava Femina, che aveva appena parcheggiato, e da solamente 50 centimetri per i restanti cinque colpi, esplosi direttamente all’interno dell’abitacolo della vettura. Degli otto colpi esplosi, l’attentatore colpì per ben sette volte la vittima in varie parti del corpo, cagionandole lesioni multiple ad entrambi gli arti inferiori, al bacino e alla mano destra. Il tutto, come scrive il Gip di Avellino, con l’aggravante della premeditazione. Ricostruito anche il movente del tentato omicidio che gli inquirenti fanno risalire ad affari di tipo privato intercorrenti tra i due. Dopo l’arresto l’uomo è stato associato presso la casa circondariale di Salerno.
