Monteforte Irpino, intitolata al carabiniere Giuseppe Covino la stazione dell’Arma

Lunedì 30 Giugno 2025 13:18 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Carabinieri14_covino.jpgMONTEFORTE IRPINO - Si è tenuta questa mattina la cerimonia di intitolazione della stazione carabinieri di Monteforte Irpino al carabiniere medaglia d’argento al valor militare “alla memoria”, Giuseppe Covino.

L’evento, che si è svolto alla presenza dei familiari del caduto, del comandante della Legione Carabinieri Campania, generale di divisione Canio Giuseppe La Gala, del comandante provinciale dei carabinieri di Avellino colonnello Domenico Albanese, della funzionaria Angela Maria Amatucci in rappresentanza del prefetto di Avellino, del presidente del tribunale, Francesca Spena, del procuratore aggiunto, Francesco Raffaele, del presidente della Provincia Rizieri Buonopane, i vertici provinciali delle Fp e Fa, nonché di altre autorità civili, militari e religiose della provincia, impreziosito dalla presenza degli alunni del locale istituto comprensivo statale “Aurigemma”, della scuola paritaria “Cipoletti” di Avellino e dai ragazzi del gruppo scout e dell’Azione cattolica di Monteforte Irpino, è stato allietato dalle note della Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri Campania.

La cerimonia ha reso omaggio alla figura del Carabiniere Giuseppe Covino, il cui sacrificio è inciso nella storia della Resistenza. Nato a Tuoro di Roccabascerana il 29 giugno 1915 da una famiglia di contadini e, non potendo gravare sulla già difficile condizione economica dei genitori, interruppe gli studi in terza elementare per lavorare nei campi, fino all’età per l’arruolamento nell’Arma. Nel settembre del 1943 si trovava in licenza a Roccabascerana e, raggiunto da informazioni circa lo stato di necessità in cui versavano i suoi commilitoni della stazione carabinieri di Napoli Porto, alle prese con le truppe tedesche a difesa del palazzo dei telefoni, non esitò a raggiungerli.

Catturato e fatto prigioniero dai tedeschi, fu deportato insieme ad altri 13 carabinieri in un campo di concentramento in località “Madama Vincenza” del Comune di Fertilia, l’odierna Teverola (Caserta), dove furono barbaramente uccisi unitamente ad alcuni contadini.

È stata anche data lettura del messaggio fatto pervenire, nella circostanza, dal ministro della Difesa, On. Guido Crosetto.

L’odierna funzione è iniziata con un momento di raccoglimento in ricordo dei caduti nell’adempimento del dovere, seguito dall’esecuzione del silenzio d’ordinanza. Dopo la lettura della preghiera del carabiniere, la sig.ra Mazzone Federica, pronipote dell’insignito e madrina della manifestazione, accompagnata dal comandante della Legione, ha prima scoperto una targa posta all’esterno della caserma, e poi quella commemorativa.

È seguita la lettura della motivazione della concessione della medaglia d’argento al valor militare: «in periodo di eccezionali eventi bellici, seguiti all’armistizio, preposto con gli altri militari della sua stazione alla difesa di importante centrale telefonica, assolveva coraggiosamente il suo dovere, opponendosi al tentativo di occupazione e di devastazione da parte delle truppe tedesche. Catturato per rappresaglia e condannato a morte con i suoi compagni, affrontava con ammirevole stoicismo il plotone di esecuzione. nobile esempio di virtù militari e di consapevole sacrificio. Napoli – Fertilia, 8 -13 settembre 1943».

Dopo le benedizioni delle due targhe da parte di cappellano militare, don Salvatore Varavallo, la cerimonia si è conclusa con una visita ai locali della caserma.

More images...Aggiornamento del 20 giugno 2025, ore 10.52 - Il carabiniere Mavm Giuseppe Covino nasce a Tuoro di Roccabascerana il 29 giugno del 1915 da una famiglia di contadini. Non potendo gravare sulla già difficile condizione economica dei genitori, interruppe gli studi in terza elementare per lavorare nei campi, fino all’età per l’arruolamento nell’Arma. La vicenda di Giuseppe, per certi versi è paradossale e dovrebbe essere di esempio per tutti. Nel mese di settembre del 1943 si trovava in licenza a Roccabascerana. Poteva restare tranquillamente a casa. Ma raggiunto da informazioni circa lo stato di necessità in cui versavano i suoi commilitoni della stazione carabinieri di Napoli Porto, non esitò, nonostante il parere contrario di alcuni suoi familiari, a prendere la corriera ed a recarsi nel capoluogo campano.

Il 13 settembre del 1943, a Napoli, i tedeschi in ritirata cercarono di prendere il palazzo dei telefoni, in quegli anni importante centro di smistamento e controllo delle comunicazioni.  Il palazzo era difeso dai carabinieri della stazione di Napoli Porto che, senza indietreggiare, opposero resistenza alle truppe tedesche in nome della libertà e si arresero, al termine di una lunga giornata di combattimenti, solo a causa della schiacciante superiorità numerica degli avversari e per l’esaurirsi delle munizioni. Catturati e fatti prigionieri dai tedeschi furono deportati e dopo un estenuante trasferimento a piedi durato più giorni, raggiunsero la località madama Marchesa in agro di Teverola (Caserta), dov’era allestito un campo di concentramento, lì furono barbaramente uccisi unitamente ad alcuni contadini del posto ai quali era stato imposto di scavare una fossa comune. Questa eroica pagina diede l’avvio alla rivolta di Napoli, prima città europea ad essersi liberata da sola dal giogo tedesco.

A conflitto ampiamente terminato, alla memoria di Giuseppe e degli altri 13 carabinieri, con decreto del presidente della Repubblica del 23 dicembre 1943, fu conferita la medaglia d’argento al valor militare con la seguente motivazione: “in periodo di eccezionali eventi bellici, seguiti all’armistizio, preposto con gli altri militari della sua stazione alla difesa di importante centrale telefonica, assolveva coraggiosamente il suo dovere, opponendosi al tentativo di occupazione e di devastazione da parte delle truppe tedesche. Catturato per rappresaglia e condannato a morte con i suoi compagni, affrontava con ammirevole stoicismo il plotone di esecuzione. nobile esempio di virtù militari e di consapevole sacrificio”.

Lunedì 30 giugno 2025, l’Arma dei Carabinieri lo ricorderà con l’intitolazione a suo nome della caserma sede della stazione carabinieri di Monteforte Irpino.

La cerimonia, che si terrà alle ore 9.00 alla presenza dei familiari del caduto nonché di cutorità civili, religiose e militari, sarà accompagnata dalle note della Fanfara del 10° Reggimento Carabinieri Campania, in una solenne cornice composta da carabinieri in grande uniforme.