Ariano Irpino, fermata mamma scoperta a portare droga al figlio detenuto in carcere

Giovedì 26 Giugno 2025 10:07 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia7_arian_carcere.jpgARIANO IRPINO – Ha tentato di portare droga al figlio detenuto nel carcere di Ariano Irpino, ma l’attenzione e lo scrupolo del personale di polizia penitenziaria addetto al settore casellario e reparto colloqui ha scoperto l’illecito e la donna è fermata.

A dare la notizia è il delegato del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe Rocco Caroscio: “Nella giornata di ieri, al reparto colloqui, si era presentata la donna, che aveva nascosto della sostanza stupefacente, per incontrare a colloquio il figlio detenuto. I controlli della polizia penitenziaria hanno scoperto la droga e la donna fermata e segnalata all’autorità giudiziaria. Il nostro encomio va ai colleghi in servizio ad Ariano Irpino che mantengono alta la guardia, opponendo la propria azione con grande professionalità a garanzia della legalità, come in questa occasione”.

Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, rileva che dalla relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia è emerso che “nel corso del 2024, le persone entrate in carcere per reati legati all’art.73 sono state 11.220 (5.811 ingressi nei primi sei mesi e 5.409 nel secondo semestre), corrispondenti al 26% degli ingressi complessivi dalla libertà avvenuti durante l’anno. Le persone tossicodipendenti entrate in carcere sono state complessivamente 16.890 (8.700 nel primo semestre e 8.190 nel secondo), corrispondenti al 39% dei 43.489 ingressi totali. A livello regionale, questo valore risulta inferiore al 20% in Calabria, Friuli-Venezia Giulia e nella provincia di Trento, mentre raggiunge il 50% in Lombardia e Molise, e supera il 65% in Emilia-Romagna e nella provincia di Bolzano. Tra i detenuti stranieri entrati in carcere nel 2024, il 37% risulta tossicodipendente, a fronte del 40% rilevato tra i detenuti italiani, percentuali che risultano sostanzialmente in linea con quelle registrate nell’anno precedente”.

Il leader nazionale del Sappe conclude ricordando che “la polizia penitenziaria è quotidianamente impegnata nell’attività di contrasto alla diffusione della droga nei penitenziari per adulti e minori. Il numero elevato di tossicodipendenti richiama l’interesse degli spacciatori che tentano di trasformare la detenzione in business”.