La Polizia di Stato celebra il patrono San Michele Arcangelo. Una targa per Ammaturo

Sabato 27 Settembre 2025 14:44 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Polizia2_smichpatro.jpgAVELLINO – In occasione della ricorrenza di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato, la questura di Avellino ha organizzato una giornata di celebrazioni voluta dal questore della provincia di Avellino Pasquale Picone, per rendere omaggio al santo patrono e, al tempo stesso, ricordare con un gesto di alto valore civile e istituzionale le figure del primo dirigente della Polizia di Stato Antonio Ammaturo e dell’agente scelto Pasquale Paola, medaglie d’oro al valor civile, assassinati in un vile attentato terroristico il 15 luglio 1982.

La giornata avrà inizio con la consegna delle medaglie di commiato agli appartenenti alla Polizia di Stato in quiescenza quale riconoscimento per l’impegno, la professionalità e la dedizione dimostrata negli anni a favore della collettività. A seguire, presso la questura, sarà celebrata la solenne funzione religiosa presieduta da monsignor Arturo Aiello, vescovo di Avellino.

Al termine della celebrazione si terrà la cerimonia di intitolazione della sala riunioni al primo dirigente Antonio Ammaturo, alla presenza del prefetto di Avellino Rossana Riflesso e delle massime autorità civili, militari e religiose, nonché dei familiari del primo dirigente Antonio Ammaturo e dell’agente scelto Pasquale Paola.

Dopo la scopertura della targa sarà impartita la benedizione anche all’opera “La verità ad ogni costo”, dedicata ad Antonio Ammaturo e a Pasquale Paola, realizzata dall’artista e poliziotto della questura di Avellino Luca Calandini.

Un momento di raccoglimento e memoria per ricordare il sacrificio di due servitori dello Stato e, al tempo stesso, un segno tangibile di riconoscenza che renderà indelebile la loro testimonianza di coraggio e dedizione alle istituzioni.

Aggiornamento del 29 settembre 2025, ore 18.55 - Nella giornata del Patrono della Polizia di Stato verrà distribuita un’edizione straordinaria di Polizia Moderna, mensile ufficiale della Polizia di Stato, dal titolo Pace e sicurezza, dedicata all’impegno della Polizia di Stato nei giorni dei funerali di Papa Francesco e dell’elezione di Papa Leone XIV.

Lo speciale Pace e sicurezza racconta le professionalità e le attività messe in campo per garantire, in una cornice di massima serenità e sicurezza, le esequie di Papa Francesco, il conclave e l’intronizzazione di Papa Leone XIV.

Un racconto cadenzato da fotografie inedite, dalle voci dei protagonisti della sicurezza e del mondo ecclesiastico, dalle impressioni degli esperti di comunicazione e dalle testimonianze di giovani studenti della Lumsa e dei volontari delle Associazioni Santi Pietro e Paolo presenti in piazza San Pietro: storie dietro la grande storia, nei giorni in cui il mondo si è ritrovato a Roma, con migliaia di pellegrini e fedeli nonché oltre 140 delegazioni straniere e capi religiosi.

Con una tiratura di un milione e duecentomila copie e grazie alla collaborazione perla distribuzione di Poste Italiane, è stato possibile inviare gratuitamente questo numero speciale ai fedeli delle venticinquemila parrocchie d’Italia, oltre che alle questure, agli abbonati e alle autorità istituzionali. Pace e sicurezza in formato digitale ha raggiunto in tutto il mondo anche i 103 nunzi apostolici.

Nella prefazione, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, rimarca il legame inscindibile tra pace e sicurezza, concetti che si sono concretizzati nel volto rassicurante degli uomini e delle donne delle forze dell’ordine impegnati in quei giorni e nelle strategie adottate per prevenire qualsiasi turbamento della convivenza civile.

Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, nell’articolo che porta la sua firma, sottolinea come la pace - oggi un bene sempre più raro e prezioso - è al centro dell’impegno della Santa Sede nella comunità internazionale, nel costante tentativo di costruire ponti fra persone, popoli e culture.

Il capo della Polizia, direttore generale della Pubblica sicurezza, prefetto Vittorio Pisani, nel suo editoriale, esprime profonda riconoscenza per la sinergica collaborazione tra tutte le forze di polizia, la Gendarmeria Vaticana e le associazioni di volontariato coinvolte, ricordando come la sicurezza rappresenti il presupposto fondamentale per l’esercizio della libertà religiosa, una delle più antiche espressioni della libertà umana.

Tra i vari contributi, quello di Alessandro Gisotti, vice direttore editoriale dei media vaticani, già direttore ad interim della sala stampa della Santa Sede, che sottolinea “l’importanza della comunicazione in occasione della morte del Papa Francesco e dell’elezione di Papa Leone XIV.

In particolare, la comunicazione vaticana in quei giorni ha rappresentato un servizio pubblico globale, non solo per i media cattolici ma per le migliaia di giornalisti di oggi cultura, lingua e nazione, che sono arrivati a Roma per raccontare un evento - il passaggio da un Papa ad un altro - che ha in sé il fascino della tradizione e dello sguardo verso il futuro”.

Anche il giornalista Aldo Cazzullo ha scritto su Pace e Sicurezza, elogiando l’efficienza dell’apparato di sicurezza, capace di gestire l’arrivo di decine di capi di Stato e di governo e, al contempo, di garantire l’incolumità dei pellegrini, il tutto in un Anno Giubilare già denso di eventi.

Nel suo contributo al numero speciale, Cazzullo propone anche una riflessione sulle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale, che rischia di sostituire e marginalizzare l’uomo, esprimendo tuttavia fiducia nella saggezza di Papa Leone XIV, capace di indicare la giusta direzione per affrontare questi rischi.