Aquilonia, i carabinieri ritrovano nell’Ofanto il corpo di Giuditta

Giovedì 29 Gennaio 2015 12:18 Red.
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Carabinieri2_giuditta_perna.jpgAQUILONIA – Nel corso delle ricerche personale dell’Arma ha rinvenuto il cadavere di Giuditta Perna sul greto del fiume Ofanto.

Aggiornamento del 29 gennaio, ore 16.18 - È stata trovata morta la giovane Giuditta Perna, 27 anni, scomparsa da una settimana mentre si recava per un controllo dalla sua abitazione di Ruvo del Monte, in Basilicata, allo studio del medico di famiglia sito a Calitri, cittadina dove aveva i suoi interessi e le sue amicizie. A ritrovare il corpo sul greto del fiume Ofanto è stata una pattuglia di carabinieri impegnata con decine di commilitoni nelle ricerche, insieme ad appartenenti a corpi speciali, ad associazioni varie e a decine di volontari.

Il ritrovamento è avvenuto in mattinata a poco più d'un chilometro dal luogo dove era stata rintracciata l'auto della povera ragazza. Prima i militari avrebbero trovato il suo giaccone nero, poi il cadavere. I vigili del fuoco hanno recuperato la salma trasportandola, su ordine del magistrato, presso la sala mortuaria dell'ospedale di Sant'Angelo dei Lombardi dove sarà eseguita l'autopsia.

Il medico legale, la dottoressa Carmen Sementa, ha già compiuto una prima ispezione del corpo di Giuditta e, stando a qualche indiscrezione, pare che non siano state trovate tracce di violenza. Il che confermerebbe l'ipotesi iniziale: la giovane studentessa si sarebbe tolta la vita. Per gl'inquirenti i primi elementi sulla scomparsa della ragazza portavano a questa conclusione.

Come si ricorderà, poco tempo dopo l'allarme lanciato dai familiari c'era stato il ritrovamento dell'auto, una Fiat di proprietà del padre. L'auto era parcheggiata in una stradina a poca distanza da un ponte che sovrasta l'Ofanto in territorio del Comune di Monteverde. Nell'auto fu ritrovata la borsetta della ragazza, con tutti i documenti. Mancava però il cellulare. Le prime ricerche effettuate nel fiume - che peraltro conteneva poca acqua - non diedero alcun risultato. Il corpo - si disse - se la ragazza si fosse suicidata non poteva essere andato lontano giacché la corrente in quel punto è minima e i massi l'avrebbero trattenuto. Quindi, furono iniziati accurati controlli nella boscaglia che circonda il corso d'acqua. Ma della ragazza nessuna traccia, tanto che si paventava l'interruzione delle ricerche in quella zona e l'avvio di indagini su fronti diversi.

Gl'inquirenti hanno ascoltato parenti, amici, colleghi di studi di Giuditta (che frequentava l'università di Perugia per conseguire la laurea in economia aziendale, quella cosiddetta “breve” già l'aveva ottenuta), ma dagli interrogatori non emergeva nulla che potesse aprire uno squarcio sullo ricerche. Emergeva la figura di una ragazza tranquilla, studiosa, solare. Della scomparsa di Giuditta iniziavano ad occuparsene anche note trasmissioni televisive sulle reti nazionali, tra le quali “Chi l'ha visto?”. E, come purtroppo accade spesso in questi casi, non sono mancate segnalazioni di persone sicure di aver rincontrato la giovane in altre città. Magari fosse stato vero. Purtroppo, il ritrovamento del cadavere ha smentito i vari avvistamenti. Ora si attendono i risultati dell'autopsia che sarà eseguita nelle prossime ore. Resta il mistero del telefono cellulare che non si trova e che potrebbe fornire preziosi elementi sugli ultimi contatti avuti dalla ragazza prima che cessasse di vivere.