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    29/02/2024

«No petrolio in Alta Irpinia», sindaci e tecnici a confronto

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Castel Baronia, la chiesa di San FrancescoCASTEL BARONIA – Si sono dati appuntamento a Castelbaronia i componenti del comitato “No petrolio in Alta Irpinia” per diffondere, sempre più capillarmente, la conoscenza dei danni e dei rischi che potrebbero correre le popolazioni interessate all’eventuale estrazione del petrolio nei loro territori.

Nel salone della scuola dell’Osso, i sindaci e i rappresentanti dei Comuni di Montella, Torella dei Lombardi, San Nicola Baronia, Sturno, Scampitella, San Sossio Baronia, Villanova del Battista, Vallesaccarda e Villamaina, dinanzi ad un pubblico attento e numeroso, hanno avuto modo di “istruirsi” su ciò che potrebbe capitare alla salute dei cittadini, all’ambiente  e all’economia della loro terra.

Dopo un’introduzione di Carmine Famiglietti, sindaco di Castelbaronia, che ha comunicato di avere già deliberato il “No al petrolio”, con l’unanimità del Consiglio comunale, il giovane Eduard Natale, accompagnato da Attilio Faia, ha proiettato un breve video che ha illustrato lo stato di disagio che si è creato nella Basilicata a seguito dell’avvio delle operazioni di estrazione del petrolio. Inquinamento dell’aria, distruzione di colture ben avviate, allevamenti cancellati, acqua non più potabile, ambiente totalmente stravolto.

In più è stata fornita la cronologia delle trivellazioni già avvenute a partire dal 1934 a Sant’Angelo dei Lombardi fino al 1957 a Nusco passando per San Mango nel 1953 e nel 1956. Riferendosi ancora alla Basilicata è stata illustrata la pianificazione per lo stoccaggio di gas metano, proveniente anche da Paesi extra europei, nei pozzi svuotati del petrolio. Al video, che ha impressionato il pubblico presente, sono seguite le relazioni del geologo Giuseppe Liotti e dell’oncologo Carmine Ferrara.

Liotti ha preso in considerazione la sismicità dell’Irpinia e della Basilicata, proprio nelle aree interessate dalle trivellazioni e ha avvertito che potrebbe essere assai pericoloso alterare la compattezza degli strati terrestri. Anche Carmine Ferrara, indicando le drammatiche conseguenze che l’inquinamento da petrolio può provocare agli esseri umani, ha messo in guardia le comunità a non cedere alle vane lusinghe economiche che spesso vengono ventilate dalle compagnie petrolifere  per accaparrarsi la benevolenza degli interessati.

 

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