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    29/02/2024

Pd, da Atripalda la sfida di una nuova stagione politica

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia_pd_atripalda.jpgATRIPALDA – Promossa dal circolo del Pd di Atripalda si è svolta nel pomeriggio, presso la sala della biblioteca comunale, l’annunciata assemblea pubblica per discutere su "Il popolo delle primarie e la nuova stagione politica". Ad introdurre i lavori il segretario del circolo, Federico Alvino, che ha affrontato i temi più attuali legati all’attuale dibattito politico.

"Il voto del 24 e 25 febbraio – ha sottolineato – ci ha consegnato un Paese ancor più frammentato e diviso, stremato da una profonda crisi che rischia di farci precipitare in un pericoloso blocco istituzionale. Ora è il momento di avere lo sguardo lungo oltre il proprio recinto, oltre i propri confini. Dalle odierne difficoltà seguirà il futuro del Pd e dell'Italia. La domanda principe che ci poniamo oggi è: cosa è accaduto? Perché i sondaggi si sono rivelati imprecisi? Forse abbiamo creduto che i sondaggi fossero automaticamente voti, ma così non è stato. Nel 2008 i due maggiori partiti, Pd e Pdl, presero più del 70%. Ora rappresentano meno della metà dell'intero elettorato. Ciò è dovuto principalmente all'incomunicabilità intergenerazionale e allo scollamento con la parte più giovane degli elettori. Il movimento di Grillo è riuscito laddove noi abbiamo fallito. Ma c'è un ma: il Movimento 5 Stelle è tale perché c'è Grillo a capo, così come il Pdl è un partito che non può fare a meno di Berlusconi per avere un consenso così ampio. Il Pd ha il vantaggio di sopravvivere anche oltre il suo candidato premier, perciò ha un dovere politico,  quello di sfidare l'intero Parlamento a una chiamata di responsabilità”.

Diversi gli interventi dei giovani democratici atripaldesi (Antonello Losco, Costantino Pesca, Gerardo De Mattia) e degli esponenti di lungo corso cittadini (Tony Troisi, Nancy Palladino, Antonio Tomasetti, Luigi Tuccia, Nando Romano).

Tra questi, quello di Salvatore Antonacci,  del comitato Renzi: «Durante la campagna elettorale abbiamo sbagliato un rigore a porta vuota, ma da renziano continuo a non appartenere a quella schiera che solo oggi dice “ve l'avevamo detto”, un atteggiamento che non fa che danneggiare il partito. Il 2013 può essere realmente l'anno fondativo del Partito democratico ma è importante ristabilire il rapporto con la realtà e il mondo del lavoro, che oggi mette il giovane precario in conflitto con l'operaio dell'Irisbus, ritenuto a torto un lavoratore protetto dal sistema».

A conclusione dell’assemblea è intervenuta Valentina Paris, neodeputata Pd alla Camera: «All'indomani di un risultato elettorale che ha tradito le nostre aspettative dobbiamo fermarci a ragionare. Mentre Grillo parlava a piazza San Giovanni il Pd si rinchiudeva in un teatro neanche troppo grande con chi il Pd l'avrebbe votato comunque. Siamo tutti corresponsabili ma abbiamo due strade: o continuiamo ad autoflagellarci sugli errori commessi, o ci apriamo e riscopriamo le reali istanze delle persone e delle giovani generazioni senza perdere l'identità. Il rinnovamento delle classi dirigenti passa per la conoscenza e l'ascolto. Noi abbiamo fatto una campagna elettorale in cui c'era la rabbia, la rassegnazione e un nemico: la casta. A fronte di ciò, io ed altri candidati siamo stati facilitati ad affrontare meglio questo malcontento grazie al cambiamento voluto dal Pd provinciale, ma altrove – nota la Paris – sono stati messi in lista i soliti nomi scollegati dalle comunità e ne è derivato un danno elettorale a livello nazionale. La crisi di questo paese non è della politica ma della credibilità delle istituzioni e di chi ha concorso a rappresentarle. Ora il nostro dovere è quello di dare ai cittadini una nuova legge elettorale cercando di ottenere in Parlamento la fiducia sugli otto punti presentati da Bersani. La responsabilità, tuttavia – conclude l’onorevole – non può essere solo del Pd: tutte le forze parlamentari hanno il dovere di dare risposte concrete e offrire senso di responsabilità per il bene dei cittadini».

 

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