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    08/02/2023

L’anniversario/L’Arma ricorda il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Il video

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Carabinieri12_gen_dalla_chiesa_-.jpgAVELLINO –Ricorrre oggi il 40° anniversario dell'uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa in seguito ad un agguato mafioso in cui furono assassinati anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Proponiamo all'attenzione dei nostri lettori il video dell'Arma.

40° anniversario della scomparsa del Gen. Carlo Alberto dalla Chiesa | 40 anni non hanno scalfito l'importanza di Carlo Alberto dalla Chiesa nell'avere innovato il metodo investigativo e preservato le istituzioni dalla... | By Carabinieri | Facebook

Aggiornamento del 31 agosto 2022, ore 14.06 - “Certe cose non si fanno per coraggio, si fanno solo per guardare più serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei nostri figli”: queste le parole del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa riportate nella locandina dell’Arma dei carabinieri per celebrare il 40esimo anniversario della scomparsa avvenuta a Palermo il 3 settembre del 1982 in seguito ad un agguato mafioso in cui furono assassinati anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo.

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Breve nota biografica (fonte: Wikipedia) - Figlio di un generale dei Carabinieri, Romano dalla Chiesa, e di Maria Laura Bergonzi, entrò nell'Arma durante la seconda guerra mondiale e partecipò alla Resistenza. Dopo la guerra combatté il banditismo prima in Campania e quindi in Sicilia; dopo vari periodi a Firenze, Como, Roma e Milano, tra il 1966 e il 1973 fu nuovamente in Sicilia dove, con il grado di colonnello, comandante della Legione Carabinieri di Palermo, indagò su Cosa nostra. Divenuto generale di brigata a Torino dal 1973 al 1977, fu protagonista della lotta contro le Brigate Rosse; su sua proposta venne creato il "Nucleo Speciale Antiterrorismo" attivo tra il 1974 e il 1976. Promosso generale di divisione, fu nominato nel 1978 coordinatore delle forze di polizia e degli agenti informativi per la lotta contro il terrorismo, con poteri speciali. Dal 1979 al 1981 comandò la Divisione Pastrengo a Milano; tra il 1981 e il 1982 fu vicecomandante generale dell'Arma.

Nel 1982 venne nominato anche prefetto di Palermo con l'incarico di contrastare Cosa nostra così come aveva fatto nella lotta al terrorismo. Nel capoluogo siciliano fu ucciso pochi mesi dopo il suo insediamento, nella strage di via Carini in cui perirono anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Fu insignito di medaglia d'oro al valore civile alla memoria; la salma è attualmente tumulata nel Cimitero della Villetta, a Parma.

 

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