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    09/02/2023

Irpinia, strutture bancarie e uso del contante

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b_300_220_15593462_0___images_stories_banca-ditalia-3.jpgAVELLINO – Tra le tante misure adottate di recente dal governo ci sono le nuove norme limitative dell’uso del denaro contante, norme che tentano di prendere due piccioni con una fava. Da  un lato combattere il riciclaggio e dall’altro contrastare l’evasione fiscale.

Per i pagamenti oltre i mille euro, dicono tali disposizioni, è indispensabile adoperare assegni, bancari o postali, bonifici o altri mezzi che lasciano traccia e, quindi, facilitano i controlli. Anche stipendi e pensioni d’importo superiore alla suddetta soglia non potranno più essere corrisposti in contanti, ma dovranno essere accreditati su un conto corrente bancario o postale. Questi dettami dovrebbero incrementare il ricorso alla cosiddetta moneta di plastica, vale a dire alle carte di credito e ai bancomat, nonché far crescere l’utilizzo dei servizi telematici bancari.

A tale riguardo, dagli ultimi dati emerge che in Irpinia l’uso di questi strumenti, anche se è cresciuto notevolmente in tempi recenti, è ancora lontano dai valori che si registrano in altre aree più evolute del Paese.

Diamo uno sguardo a qualche cifra, iniziando dalle densità delle strutture creditizie sul territorio. Al 30 settembre scorso, dalle statistiche ufficiali della Banca d’Italia, rese pubbliche on line, risulta che in provincia di Avellino sono aperti 139 sportelli bancari, una ventina in più di quanti se ne contavano nel 2000. In poco più d’un decennio sono aumentati, da noi, del 16%. In tutt’Italia, invece, la crescita ha superato il 20%. Il gap che ci separa dal resto dello stivale è testimoniato dalla percentuale di comuni serviti da banche sul totale dei comuni esistenti sul territorio provinciale. In Irpinia, meno della metà dei nostri paesi dispone di questo servizio. Per l’esattezza gli sportelli bancari sono presenti in 53 comuni sui 119 che formano il territorio della provincia, vale a dire che ci fermiamo al 44,5%. In Italia, invece, ben 73 comuni su 100 hanno almeno uno sportello di un istituto di credito. La densità registrata nella nostra provincia è la più bassa della Campania. Difatti, a Benevento il 54% dei comuni è servito dal sistema bancario, a Caserta il 61%, a Salerno il 63, a Napoli addirittura il 92%.

Evidentemente in questo rapporto la nostra provincia è penalizzata dall’elevata presenza di paesi aventi un numero di abitanti, particolarmente esiguo, che non rende conveniente l’impianto di una struttura bancaria. Se, per misurare la densità, però, si fa ricorso anziché al rapporto comuni serviti/comuni in totale ad un altro indicatore (popolazione/numero sportelli) si può vedere che l’Irpinia migliora la sua posizione. In provincia di Avellino, infatti, si contano 31 sportelli per 100 mila abitanti residenti, un numero, questo, più alto di quello segnato dalla confinante circoscrizione partenopea (27 sportelli) e da Caserta (23), ma leggermente più basso del rapporto che si raggiunge a Salerno e Benevento (34 sportelli ogni 100 mila abitanti).

Il nostro indicatore resta lontano, tuttavia, dalla media nazionale che conta su una densità di 55 sportelli ogni 100 mila residenti. Non ce la caviamo meglio per quanto riguarda la diffusione dei Bancomat, vale a dire di quei sistemi per il prelievo automatico di denaro contante dal proprio conto corrente avvalendosi della rete telematica. Sul territorio provinciale – i dati sono sempre di fonte Bankitalia – operano170 Atm, questo l’acronimo che identifica gli sportelli automatici: 39 bancomat ogni centomila abitanti. Poco più della metà di quanti se ne contano in tutta la nostra penisola.

Né migliora il rapporto se prendiamo in considerazione i Pos, l’altro acronimo con il quale si definiscono i dispositivi utilizzati (in prevalenza presso gli esercizi commerciali) per accettare pagamenti tramite carte di credito, di debito e prepagate. Nella nostra provincia si contano 1.353 Pos ogni 100 mila abitanti. La media italiana è di 2.439 per 100 mila residenti. Anche per quanto concerne il ricorso ai servizi prestati per via telematica alla clientela le cifre registrate nella nostra provincia sono lontane dal resto d’Italia. Da noi le operazioni di home e corporate banking per servizi alle famiglie, se rapportate alla popolazione residente, sono pari quasi alla metà del dato omologo registrato in tutto lo stivale. Lo stesso dicasi per il phone banking, vale a dire i servizi attivabili via telefono mediante la semplice digitazione di appositi codici identificativi del cliente.

 

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