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    02/02/2023

Irisbus, l’obiettivo è il mantenimento dei livelli occupazionali

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Irpinia_operai_iribus.jpgAVELLINO – Sulla vertenza dell’Irisbus, lo stabilimento di Flumeri dismesso dalla Fita e i cui dipendenti sono da mesi in cassa integrazione, ospitiamo una nota del segretario provinciale della Cisl, Mario Melchionna, che fa il punto della situazione, in vista della presentazione del nuovo piano industriale di Fiat in programma a Torino, alla luce degli incontri del 10 ottobre presso il Mise-Ministero dello Sviluppo economico- e del 16 ottobre tra i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne.

“La riunione che si è svolta mercoledì 10 Ottobre 2012 presso il ministero dello Sviluppo economico per la risoluzione della vertenza Irisbus - stabilimento di Flumeri -, alla presenza delle organizzazioni sindacali, ha stabilito l’accesso al pensionamento di tutti i lavoratori che abbiano i requisiti con le norme vigenti prima del 4 dicembre 2011 e l’accesso al secondo anno di cassa integrazione. È fondamentale – sottolinea il segretario generale della Cisl irpina Mario Melchionna – l’impegno assunto dal Mise di vagliare qualsiasi interesse manifestato già da diversi imprenditori, in particolare,  per uno di essi la trattativa è in una fase ‘più avanzata’. Ma occorre nonostante tutto, la massima prudenza e valutare la fattibilità e la sostenibilità di eventuali progetti industriali presentati, con particolare attenzione alla produzione di autobus. L’obiettivo rimane quello del mantenimento dei livelli occupazionali, non escludendo altri settori di investimento.

Il prossimo 30 ottobre Fiat presenterà a Torino il nuovo piano industriale, con la garanzia che nessuno dei quattro stabilimenti italiani del gruppo Fiat chiuderà. Il risultato è arrivato  in seguito all’incontro dello scorso 16 ottobre che si è svolto tra i sindacati e l’ad Sergio Marchionne. C’è una revisione del piano industriale rispetto al mercato che è cambiato, al fine di assicurare continuità produttiva per tutti gli stabilimenti italiani. Non ci resta che aspettare, fiduciosi, l’incontro di fine mese con l’azienda per valutare se le rassicurazioni fatte saranno oggetto di reali e soprattutto realizzabili proposte e, in particolare, la riconvocazione del tavolo di confronto presso il Mise entro fine anno”.

 

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