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    09/02/2023

Economia, diminuiscono le imprese in rosa

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_movimprese.jpgAVELLINO – L’Irpinia – che da alcuni anni tenta di riconquistare il primato nazionale di “imprese in rosa” attualmente detenuto dai cugini sanniti – nel 2020 ha visto chiudere diverse aziende guidate da donne, così come del resto è avvenuto in diverse province italiane. Il bilancio dell’anno si è concluso con un saldo negativo per la nostra provincia di 124 imprese. Il calo percentuale di aziende al femminile – secondo i dati dell’Osservatorio dell’imprenditorialità femminile di Unioncamere e Infocamere – è stato, nell’anno appena finito rispetto al precedente, di quasi l’1%; un’aliquota, questa, di gran lunga più elevata della media nazionale (- 0,29%) e tra le più alte dell’intero stivale dove le perdite maggiori si sono concentrate nel centro Italia e nelle aree settentrionali: centro – 0,81%; nord ovest – 0,39%; nord est  - 0,63%.

Nel Mezzogiorno, invece, c’è stata addirittura una crescita dello 0,26%. Tra le consorelle campane  il peggior risultato è proprio quello ottenuto dalla provincia di Avellino giacché a Salerno le imprese condotte da donne sono diminuite di un modesto 0,12%, mentre nelle restanti circoscrizioni sono aumentate: a Napoli  dell’1,34%, a Caserta dello 0,79%, a Benevento dello 0,15.

In cifre assolute, le imprese femminili sono ad Avellino 13.070; e, poiché l’universo imprenditoriale irpino conta 44.565 attività, ne consegue che il “tasso di femminilizzazione” è pari da noi al 29,33%. In Italia siamo al secondo posto in quanto col 29,87% ci precede Benevento. In  tutto il Paese, le imprese in rosa  (1.336.227) sono  all’incirca il 22% del totale (6.078.031)¸ in Campania il 23% (138.000 imprese femminili su un totale di 602.600 aziende).

In linea di massima, il maggior numero di imprese rosa si concentra nelle province dove predominano le attività agricole e quelle commerciali. Nelle aree in cui l’apparato imprenditoriale si basa su una diffusa manifattura, il tasso di femminilizzazione si assesta su valori più contenuti. Infatti, nel comparto industriale (che rappresenta poco più del 7% dell’intera struttura imprenditoriale) il tasso di femminilizzazione si ferma intorno al 17%; nel settore commerciale –che costituisce più del quarto delle attività economiche – tale indicatore sale al 26% ; nel  comparto ricettivo, il cui peso raggiunge il 10% della struttura imprenditoriale, le imprese in rosa  raggiungono il 29%; nel settore dell’agricoltura, che conta 16 imprese su 100,  il tasso di attività guidate da donne, balza al 28%.

 

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