www.giornalelirpinia.it

    02/02/2023

Altro che recessione, l’Irpinia è in piena depressione economica

E-mail Stampa PDF

b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia_gde.jpgAVELLINO – È giunta all’11esima edizione la Giornata dell’economia, nata per iniziativa di Unioncamere - l’unione italiana delle Camere di commercio - con lo scopo di descrivere l’andamento economico nelle singole province italiane. Nel 2003, quando fu fatta la prima zoomata sulla nostra provincia, Avellino era all’83esimo posto nella graduatoria nazionale per reddito pro capite. Fatto uguale a 100 il reddito dell’italiano medio, quello dell’irpino era pari a 69,8, quindi era più basso della media italiana di quasi 30 punti percentuali. Sempre in quell’anno il tasso di crescita numerica delle imprese sfiorava l’1%, vale a dire che il saldo tra aziende nate e aziende cessate era di 1 nuova impresa per ogni 100 esistenti. Il tasso di disoccupazione viaggiava ad un sola cifra essendo inferiore al 10%.

Soffermiamoci su questi tre parametri. Dieci anni più tardi quali immagini offrono le telecamere dell’osservatorio camerale? Per quanto riguarda il reddito, Avellino è in caduta libera. Ha perduto ben 10 posizioni. Ora, dicono le ultime statistiche illustrate dal presidente della Camera di Commercio, Costantino Capone, è precipitata al 93esimo posto; peraltro, ben 6 gradini li ha scesi nell’ultimo biennio. Il gap con il resto del Paese si è allargato. L’attuale reddito pro capite in Irpinia  è più basso di quasi il 37% rispetto a quello medio nazionale. Il nostro Pil pro capite, l’anno scorso è diminuito del 3,5% nel raffronto con l’anno precedente. Una percentuale di calo così elevata, ha detto il professor Amedeo Di Maio, uno dei relatori della “giornata” celebrata in Irpinia, non indica recessione, ma addirittura depressione economica.

Nel comparto manifatturiero il Pil prodotto è sceso del 12%, nel settore delle costruzioni di oltre il 15%, in agricoltura del 3,3%. Nei servizi dello 0,9%. Sono cifre da brivido. Sul fronte imprenditoriale, l’apparato, pur essendo aumentato in valori assoluti (in un decennio si contano un migliaio di imprese in più: erano 43 mila 10 anni orsono, sono 44 mila oggi), si sta espandendo al ritmo di un modestissimo 0,2%, dunque con un tasso di crescita inferiore di 5 volte rispetto a quello precedente.  E veniamo al dato più tragico: il tasso di disoccupazione. Ha valicato la fatidica soglia del 15%. Ha raggiunto, per l’esattezza, quota 15,2, contro l’8% dei primi anni di questo millennio. La disoccupazione giovanile (quella ascrivibile alla fascia d’età che va dai 15 ai 24 anni) si avvicina al 40%. Peraltro, quasi 1 disoccupato su 5 ha la laurea o il diploma. Da sottolineare che nei conti della disoccupazione non rientrano le persone in cassa integrazione. E i dati della Cig sono da capogiro. Nell’ultimo anno, l’Inps ha integrato in provincia di Avellino 6.800.000 ore. Nei primi anni del 2000 si raggiungevano sì e no un milione di ore. Questi parametri, da soli, danno cognizione di quanto stia pesando la crisi sull’economia della nostra provincia.

L’Irpinia, purtroppo, sta inesorabilmente scivolando verso le posizioni che occupava un trentennio fa, quando vestiva addirittura la maglia nera  nel contesto delle province italiane. Una nota di ottimismo, però, è venuta dal presidente della Camera di Commercio. “Possiamo farcela a invertire la marcia”, ha detto Capone nella sua relazione”. “Dobbiamo avere consapevolezza della nostra forza”, ha aggiunto. E, in proposito ha citato due dati. La crescita dell’export e la nascita di un discreto numero di imprese giovanili. Le esportazioni sono aumentate del 4,5% nell’ultimo anno. L’imprenditoria giovanile (quella formata da operatori economici che hanno meno di 35 anni) ha fatto segnare 568 imprese in più nel 2012 rispetto al 2011. E poiché oggi le uniche realtà che possono incrementare l’occupazione sono le imprese, visto che il settore pubblico ormai non assorbe più forze di lavoro, la circostanza che siano soprattutto i giovani ad intraprendere l’impervio sentiero imprenditoriale costituisce un segnale positivo.

Aggiornamento del 14 giugno 2013, ore 20.20 Dichiarazione di Mario Melchionna, segretario generale Cisl – “Il rapporto sull’economia relativo alla’anno 2012, redatto dalla Camera di Commercio di Avellino e presentato oggi presso la sede di via Duomo, ci restituisce e ci conferma un quadro economico della nostra provincia piuttosto drammatico. La riprova della presenza costante di questa crisi dilaniante che ha oramai colpito tutti settori produttivi è il dato relativo alla tenuta delle imprese irpine: circa 2500 aziende sono state costrette a chiudere battenti nell’anno 2012. Il solo dato positivo è rappresentato dall’aumento dell’export, con una produzione che sfiora il miliardo di euro. Non possiamo affermare altrettanto per il dato relativo alla “disoccupazione” che, secondo il rapporto, è incrementata di ben dieci punti percentuali rispetto all’anno 2011. Un dato che purtroppo è in costante aumento da diversi anni, che costringe una moltitudine di giovani e laureati a trovare occupazione altrove, lontano dalle loro famiglie e dalla loro terra. Sono loro a pagare maggiormente il prezzo di questa crisi, privati dei loro sogni e delle loro aspettative. Un altro dato negativo è rappresentato dal Pil che, in Irpinia si attesta al 93esimo su scala nazionale con un inflazione in continuo aumento. Non possiamo più permettere a questa crisi di martoriare ulteriormente il nostro territorio! Non dimentichiamo che oltre ad una disoccupazione giovanile sempre più preoccupante, sono tanti i lavoratori che hanno perso il proprio posto di lavoro e tantissimi quelli che vivono in una situazione di precariato, senza contare le forti ripercussioni psicologiche che, spesso inducono a gesti estremi. L’appello della Cisl IrpiniaSannio alle istituzioni, alla politica, agliiImprenditori è quello di rinnovare il proprio impegno nella ricerca di soluzioni possibili ai diversi problemi legati al nostro territorio, di risposte possibili alle tante famiglie che non arrivano a fine mese e soprattutto di speranze possibili ai cittadini irpini che hanno il diritto di poter costruire il proprio futuro nella loro terra”.

 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

DG3 Dolciaria

Geoconsult

Condividi


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com