I dazi di Trump e la bilancia commerciale irpina

Giovedì 27 Febbraio 2025 18:50 Antonio Carrino
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Economia-Editoriale_dazi_trump.jpgAVELLINO – Se il presidente degli Usa, Donald Trump, dovesse attuare per davvero la minaccia di introdurre dazi sulle merci provenienti dall’Unione europea, l’Italia rischierebbe perdite cospicue. Secondo stime formulate da alcuni autorevoli analisti, con dazi del 10%, il danno per il nostro Paese raggiungerebbe i 3 miliardi di euro, cifra che balzerebbe a quota 9-12 miliardi nell’ipotesi di una tariffa pari al 20%. Se, poi, come dall’ultimo annuncio del Tycoon, la misura sarà del 25%, si supererebbero i 25 miliardi.

Il made in Italy sarebbe penalizzato in modo rilevante giacché i settori nel mirino del magnate americano (l’automotive, l’agro-alimentare, il farmaceutico, il comparto moda, ecc.) rappresentano il 98% dell’export italiano verso gli Usa, export ammontante a 68 miliardi di euro, secondo i dati Istat riferiti all’ultimo anno disponibile, il 2023. Ma a soffrirne non sarebbero soltanto le aziende dirette esportatrici appartenenti ai settori su menzionati, bensì anche quelle dell’indotto e quelle che forniscono i loro prodotti ad altre aziende ubicate nell’Ue , a loro volta, soggette ai balzelli statunitensi. Quindi, con effetti a catena, le perdite avrebbero riflessi sull’intero apparato economico.

Anche il modesto sistema manifatturiero della nostra provincia patirebbe conseguenze non trascurabili, pur se le esportazioni irpine verso gli States sono pari ad appena il 10% dell’export complessivo. Infatti, le imprese della provincia di Avellino inviano negli Stati Uniti d’America in un anno merci per un valore di 190 milioni di euro; come già detto, un decimo dell’intero export provinciale, ammontante a 1.985 milioni. Il flusso più consistente di merci irpine (circa il 60%) si dirige verso i Paesi europei; il resto va verso l’Africa (16%), l’Asia (9%), altri Paesi delle Americhe (5%) e Oceania (1%).

Dalle statistiche contenute nelle banche dati Istat si rileva che nel 2023 le aziende della nostra provincia hanno inviato negli Usa prodotti “alimentari e bevande” per un valore di 83 milioni di euro. Il comparto agro-alimentare sfiora, dunque, il 45% dell’export irpino verso gli Usa; un altro 20% è formato da prodotti dell’industria metalmeccanica, il 16% da “apparecchi elettrici e macchinari”; un 10% da “articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici”; il 4% da “articoli in gomma e materie plastiche”.

I prodotti del comparto “tessile, abbigliamento, pelli e accessori” - che qualche decennio fa erano la voce principale della nostra bilancia commerciale - ora si fermano su cifre davvero esigue: superano sì e no l’1% del complesso delle esportazioni.