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    04/02/2023

Cgs, Confindustria Avellino boccia la decisione di non privatizzare il consorzio

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La sede di Confindustria AvellinoAVELLINO – Confindustria Avellino interviene con un duro comunicato sulla vicenda del Cgs, il consorzio gestione servizi per la depurazione che – è proprio il caso di dirlo – naviga in brutte acque giacché ha accumulato una massa ingente di debiti ai quali non si riesce a far fronte. Ieri la riunione che avrebbe dovuto trovare una soluzione. Per alcuni – e soprattutto per i vertici del consorzio Asi, proprietario del Cgs – l’unica strada percorribile appare quella della privatizzazione del servizio, visto che il consorzio accumula perdite di 120 mila euro al mese. Di diverso avviso le maestranze, i sindacati e alcuni sindaci i quali ritengono che nel progetto regionale sul ciclo delle acque ci sia spazio anche per la depurazione scongiurando così il pericolo che nella gestione di questo delicato servizio possano aversi infiltrazioni camorristiche.

“Apprendiamo dalle notizie riportate sulla stampa locale in merito alla vicenda del Cgs che  il motivo principale di contrasto all’ipotesi di apertura ai privati avanzata dal consorzio Asi sarebbe quello di evitare infiltrazioni della camorra nella nostra provincia”. Scrive la maggiore organizzazione degli industriali irpini. “Al di là della vicenda specifica, Confindustria Avellino intende respingere con forza la semplice equazione privatizzazione uguale camorra ogni volta che si tratta di privatizzare dei servizi”, prosegue il comunicato dell’associazione di via Palatucci.

Dopo aver sottolineato che l’obiettivo di tutte le privatizzazioni è quello dell’efficienza, ottimizzando i costi ed  elevando la qualità dei servizi, fa notare che “purtroppo non abbiamo alcun esempio di gestione di servizi pubblici che possa dirsi virtuosa”. I relativi costi - dice ancora Confindustria - ricadono su aziende e cittadini. “Da una parte si fanno proteste e reclami per gli aumenti delle tariffe dei servizi pubblici e dall’altra non si intende valutare seriamente alcuna alternativa, chiosa l’unione degli industriali. La quale dichiara che l‘illegalità e le possibili infiltrazioni malavitose vanno combattute con ogni mezzo. “Siamo i primi a sostenere l’adozione di tutti gli strumenti e le misure possibili per salvaguardare il nostro territorio dall’ingerenza della malavita, come dimostra il Protocollo di legalità di recente sottoscritto tra Confindustria e prefettura di Avellino”. Si legge ancora nel comunicato. ”Ma ciò non significa di certo chiudere le porte  a priori ed in maniera indistinta  a qualsiasi  forma di privatizzazione”.

In conclusione – affermano da via Palatucci – “bisogna che tutti abbandonino definitivamente la convinzione che con il pubblico alla fine le risorse si trovano sempre e che qualsiasi deficit prodotto possa essere risanato con qualche intervento provvidenziale”, evidenziando che i tempi sono cambiati.

 

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