Piazza del Popolo blu, una straordinaria giornata per l’Europa

Domenica 16 Marzo 2025 11:57 Carla Perugini
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b_300_220_15593462_0___images_stories_Lanalisi-Politica_roma_pza_del_popolo.jpgROMA – Tre termini comuni e abusati che d’improvviso assumono un significato nuovo, perché lo riprendono dal passato, quando le piazze erano del popolo, che le riempiva con l’autorità e la naturalezza che gli derivavano dal sapersi parte di un Paese democratico. Noi, vecchi ragazzi del secolo scorso, abbiamo conservato nel nostro imprinting la volontà e l’entusiasmo di condividere ideali, militanza, senso d’appartenenza, fedeltà a certi principi, riconoscenza verso nomi illustri che hanno spesso pagato con la prigione, l’esilio o la morte, la difesa della libertà in Europa.

Libertà di vivere in pace con chi condivide i nostri confini (concetto che non può significare chiusura degli stessi) e con gli altri popoli della Terra, questo comune pianeta che è patria e matria di tutta l’umanità, e come tale dovrebbe essere rispettato, protetto e difeso da tutti. Libertà di muoversi attraverso le terre, i mari e i cieli, senza dover pagare con il proprio corpo e i propri beni questo diritto, spadroneggiato e vilipeso da criminali che si atteggiano a tutori dell’ordine, ma lo sono soltanto dei propri quattrini. Libertà di accogliere e di aiutare chi fugge, di permettere l’istruzione, la casa, la salute e il lavoro a chi è naufragato nel mare della disperazione, di non far sentire estranea una persona solo perché è di sesso, provenienza o colore diversi. Far sì che l’inestimabile patrimonio di arte, letteratura, scienza, paesaggio, cultura che l’Europa possiede, frutto di millenni di coesistenza, quasi sempre bellicosa, possa diventare un segno di riconoscimento per tutti i quattrocentocinquanta milioni di abitanti di quest’Unione europea che non puo’ essere solo quella della moneta comune e dell’inutilità dei passaporti alle frontiere.

L’Europa è molto più di un’espressione geografica e il popolo blu che ieri, 15 marzo 2025, ha riempito una delle più belle piazze di Roma, chiamato a raccolta da un primo appello del giornalista di Repubblica Michele Serra, seguito da migliaia di altri in un crescendo di adesioni inaspettato e coinvolgente, quel popolo ha rispettato l’invito a non schierarsi sotto bandiere di partito o associazioni, ma solo sotto quella, luminosa di stelle, sullo sfondo blu del cielo d’Europa.

Moltissimi i nomi famosi del mondo dello spettacolo, dell’arte, della cultura, che hanno recato un messaggio, dal vivo o da remoto, ma, soprattutto, moltissimi i partecipanti spontanei ed entusiasti, le cinquantamila persone giunte da ogni parte d’Italia (la nostra piccola rappresentanza avellinese, una ventina di persone di tutte le età, è stata organizzata dalla Cgil), per ascoltare più che per dichiarare, per farsi vedere e tenere a mente da quei politici fuori dal palco a cui Serra ha rivolto delle parole di rara efficacia nella loro semplicità: “Cercate, per favore, di parlarvi e addirittura di ascoltarvi. Noi siamo qui, oggi, perché la nostra solitudine e le nostre speranze ci impedivano di restarcene in casa. Ci hanno spinto a uscire di casa, e a ritrovarci qui. Insieme. La ripeto perché è la più europea delle parole: insieme.

Forse stasera ci sentiremo un poco meno confusi. Forse, ancora più confusi. Di sicuro, ci sentiremo un po’ meno soli. A questo dovrebbe servire la politica: a sentirsi meno soli. Grazie di cuore a tutti”.