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    01/02/2023

Pd: le correnti bloccano il congresso, Roma non decide

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica11_pd_reg.jpgAVELLINO – A via Tagliamento si registra grande incertezza sul futuro. Dopo il congelamento del percorso congressuale, deciso dalla segreteria nazionale del Pd, il burrascoso insediamento del nuovo commissario provinciale, Michele Bordo, e l’incontro di mediazione, tenuto a Roma, tra le diverse componenti democratiche, la verifica interna e la riorganizzazione del partito appaiono sempre più distanti e complicate.

Passa il tempo, dunque, ma il copione si ripete. L’imperante logica delle correnti e gli immancabili personalismi condizionano, ancora una volta, la vita del Pd irpino, rendendo sempre più difficile la ricerca di un equilibrio e di una sintesi politica.

Il congresso provinciale, più volte rinviato, con il quale si sarebbero dovuti sancire almeno i rapporti di forza interni e ricostituire gli organismi dirigenti, si dovrebbe celebrare non prima dell’autunno (anziché a luglio come era stato precedentemente stabilito, in accordo con la stessa segreteria nazionale), ma il rischio è che si vada anche oltre, se non si riuscirà a trovare un accordo su regole e platea congressuale.

Dopo la staffetta tra Zingaretti e Letta al vertice del Pd, il Nazareno ha preferito riaprire i giochi nella federazione provinciale di Avellino, quando ormai l’iter della verifica era all’epilogo, indicando nuove scadenze e nuovi parametri, almeno ufficialmente validi su tutto il territorio nazionale, per la definizione della platea, allargando la partecipazione all’assise anche ai nuovi iscritti. Un inatteso cambio di programma, che ha creato molti malumori tra iscritti e dirigenti vicini al consigliere regionale, Maurizio Petracca, all’ex presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio, all’ex senatore Enzo De Luca e a Roberta Santaniello, membro della direzione nazionale.

Il timore è che la riapertura del tesseramento possa creare distorsioni già viste in passato, vanificando il lavoro di riassetto messo in campo dall’ex commissario, Aldo Cennamo, insieme alla commissione per il tesseramento.

Di diverso avviso, invece, è l’area che fa riferimento al deputato sannita, Umberto Del Basso De Caro, al consigliere regionale Livio Petitto, e al sindaco di Avellino, Gianluca Festa, che ha accolto favorevolmente, se non addirittura sollecitato, l’intervento del nuovo esecutivo nazionale del Pd, targato Letta, ed il conseguente rinvio del congresso, con aggiornamento delle regole di ingaggio.

Dall’incontro tenuto nella Capitale però è emerso, con maggiore chiarezza, che la maggioranza del Pd considera una forzatura il cambio di rotta in extremis della segreteria. Il coordinatore nazionale, Marco Meloni, ed il neocommissario, Michele Bordo, si sono riservati di valutare il da farsi, assicurando che sarebbe stato rispettato lo statuto del partito e garantita la massima trasparenza.

Tra le questioni poste dall’ampio fronte del dissenso c’è anche quella della sospensione dei rappresentanti istituzionali del Pd, che si sono candidati e sono stati eletti in altre liste, a cominciare da Petitto (Partito animalista) e Festa (Davvero), contro la compagine ufficiale democratica. Un punto sul quale è stata ribadita l’intenzione dei reggenti di applicare le disposizioni previste.

Ma il nodo centrale, sul quale si dovrà cercare una mediazione, resta quello della composizione della platea congressuale. De Luca, D’Amelio, Petracca e Santaniello chiedono che si riparta dall’anagrafe degli iscritti 2019, già aggiornata con i rinnovi 2020, eventualmente integrandola con le nuove iscrizioni della campagna di tesseramento appena conclusa. Si sono, invece, dichiarati assolutamente contrari ad una riapertura delle adesioni, con convocazione dell’assise, ad operazioni non concluse. In subordine, è stata avanzata l’ipotesi di uno slittamento del congresso al 2022.

Non è ancora chiaro però quanto i decariani siano disposti a cedere su punti finora considerati essenziali.

La partita, pertanto, si prospetta di non facile gestione e la dirigenza lettiana, che si sta preparando per la sfida congressuale nazionale, rischia di ritrovarsi tra le mani un boomerang.

Si avvicinano, intanto, anche le scadenze elettorali, la tornata amministrativa parziale ed il rinnovo di Consiglio e presidenza della Provincia, rinviate a causa dell’emergenza sanitaria, che potrebbero acuire tensioni e divisioni interne al Pd.

 

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