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    04/02/2023

A Nusco l’ultimo addio dell’Irpinia a De Mita con il presidente Mattarella

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Politica12_dmit_nusco.jpgNUSCO – Nella cattedrale di Sant’Amato di Nusco, in un clima di grande commozione e partecipazione, l’ultimo addio dell’Irpinia a Ciriaco De Mita alla presenza dei familiari e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ad officiare il rito funebre i vescovi della diocesi dell’Alta Irpinia. Presenti, tra gli altri, il ministro degli Esteri Di Maio, gli ex parlamentari irpini Gerardo Bianco, Nicola Mancino, Ortensio Zecchino e Giuseppe Gargani, l’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini, il sindaco di Benevento Clemente Mastella, il presidente della Campania Vincenzo De Luca, i sindaci di numerosi Comuni irpini. Al termine del rito funebre gli interventi del figlio Giuseppe e dei nipoti, di Giuseppe Sangiorgi e del carabiniere Paolo Buratta, già componente della scorta di De Mita.

Riproponiamo qui di seguito il messaggio del presidente Mattarella: «La notizia della scomparsa di Ciriaco De Mita è motivo di grande tristezza.

De Mita ha vissuto da protagonista una lunga stagione politica. Lo ha fatto con coerenza, passione e intelligenza, camminando nel solco di quel cattolicesimo politico che trovava nel popolarismo sturziano le sue matrici più originali e che vedeva riproposto nel pensiero di Aldo Moro.

Il suo impegno politico ha sempre avuto al centro l’idea della democrazia possibile. Quella da costruire e vivere nel progressivo farsi della storia delle nostre comunità, della vita concreta delle persone, delle loro speranze e dei loro interessi. Nasceva da questa visione della democrazia come processo inesauribile l’attenzione per il rinnovamento e l’adeguamento delle nostre istituzioni, che non a caso fu bersaglio della strategia brigatista che, uccidendo Roberto Ruffilli, suo stretto consigliere, alla vigilia dell’insediamento del suo governo, intese colpire proprio il disegno riformatore di De Mita.

Dobbiamo ricordarne l’impegno incessante per un meridionalismo intelligente e modernizzatore. Così come la vivacità intellettuale, la curiosità per le cose nuove, la capacità di dialogare con tutti, forte di una ispirazione cristiana autenticamente laica.

L’attenzione alle nuove generazioni per un rinnovamento della politica fatto di scelte coraggiose e concrete, anche favorendo, da segretario del suo partito, un profondo ricambio di classe dirigente.

Non meno importante fu, soprattutto nella sua azione di governo, la sua visione internazionale e, in modo particolare, l’attenzione che ebbe per ciò che la leadership di Gorbaciov stava producendo in Unione sovietica alla fine degli anni Ottanta.

Ai suoi familiari rivolgo, con intensità, il sentimento di cordoglio mio personale e della Repubblica».

Il video della diretta

Video (fonte: quirinale.it)

Foto (fonte: quirinale.it)

 

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