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    30/05/2024

L’occhio sulla città/Avellino non può e non vuole più attendere

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b_300_220_15593462_0___images_stories_Rubriche-LaLettera_asilo.jpgAVELLINO – Mentre la città si appresta a ritrovare il suo frenetico caos, preludio della nuova normalità che ci attende con tutte le principali attività che stanno per riprendere, mentre ci si prepara a mettere in sicurezza i trasporti, mentre le scuole attendono di nuovo in presenza i loro studenti, l’amministrazione comunale appare ancora sospesa tra l’idea di “enjoy city, smart city e Smile Arena”, insomma siamo ancora “tra palco e realtà”.

A noi però piace sempre di più raccontare la realtà, e la realtà del quotidiano ci impone maggior concretezza, ci  impone di indurre a riflettere anche su qualcos’altro: continuiamo ad ascoltare che tra gli obbiettivi del sindaco Festa c’è anche quello di rendere  nel breve periodo Avellino “una città a misura di bambino”, con il  possibile rilancio del progetto del “Dino Park”.

Peccato solo che questa città non sarà mai a misura di bambino se non si immaginano innanzitutto reali e concrete politiche di sostegno  all’infanzia. All’algoritmo a cui è affidata l’efficienza programmata per la crescita di una comunità non può mancare la voce “asilo nido”. A tal proposito giova ricordare che Avellino è uno dei pochi o forse l’unico capoluogo di provincia in cui non c’è un asilo nido pubblico che funziona.

Vi siete mai chiesti quanto sia davvero importante un asilo nido per una città? Ebbene, se ci riflettiamo con la necessaria obiettività ci accorgiamo che le  implicazioni economiche e sociali di un asilo nido aperto e massimamente efficiente sono molteplici: può essere incentivo per le giovani coppie a metter su famiglia, può essere garanzia di resa sul lavoro per giovani mamme che possono organizzare la loro giornata “senza pensieri” e... tanto altro.

Ben vengano, ad esempio, asili nido aziendali, a limitare il distacco tra mamma e bambino, soprattutto nei primi mesi di vita.

Non a caso sono molte le aziende, gli istituti, le regioni, le università che hanno operato in tal senso: l’impegno della Regione Campania e dell’Università degli studi di Salerno ne offrono un esempio virtuoso. Ora, se  da una parte constatiamo come siano molti anche i Comuni a garantire possibilità di assistenza pubblica a giovani coppie, evitando loro l’aggravio di dover stornare dal proprio bilancio spese per far fronte a baby-sitter o a rette di asili privati, dall’altra duole continuare a dover constare come proprio nel capoluogo dei due asili nido pubblici, l’uno, quello ospitato nel nuovo centro Vivendi, parrebbe essere ancora inspiegabilmente non attivo, l’altro, quello di via Morelli e Silvati, sembrerebbe destinato a restare ancora chiuso per il terzo anno consecutivo, preda di soliti ritardi.

Ecco che alla voce “asilo nido” dell’algoritmo non potranno che seguire due freccette ad indicare l’una “efficienza”, l’altra “serenità” per continuare poi con “maggiore produttività”.

Pertanto l’invito perentorio al nostro sindaco non potrà che essere quello di accantonare le velleitarie e sterili proposte di scarso e/o inutile impatto sociale e di dedicarsi seriamente alla risoluzione dei tanti problemi che affliggono la nostra città che non merita tanta sofferenza ma una vita più agiata e serena.

È giusto pretendere da tutti, sindaco e giunta, massimo impegno, serietà e competenza perché Avellino non può e non vuole più attendere.

 

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