AVELLINO – Il nostro sguardo questa settimana vi accompagnerà tra incompiute, cantieri bloccati e… La prima tappa del nostro viaggio guarda al tunnel di Piazza Libertà: pur mantenendo inalterate tutte le nostre perplessità sulla reale efficacia di un tale progetto per la città, meglio attivo che abbandonato, soprattutto ora che avrebbe potuto far ricredere gli scettici dimostrando la propria utilità alla luce del permanere dei lavori che interessano il Ponte della Ferriera. Ma tant’è. Ormai completato in ogni suo aspetto chiediamo e ci chiediamo: cosa manca davvero? Da Palazzo di città fanno sapere che il taglio del nastro avverrà in tempi relativamente brevi. Vogliamo crederci, non ci resta che attendere con la fiducia che ci contraddistingue.
Proseguendo ad osservare le incompiute giungiamo dinanzi al Centro per l’autismo di Valle ed anche in questo caso, ci accorgiamo che la struttura è ormai completa in ogni suo aspetto. Ricordiamo male o la consegna definitiva della struttura alla città era al primo punto del programma elettorale del sindaco Nargi? Proprio il sindaco sollecitato sull’argomento, fa sapere che il Centro sarà inaugurato entro l’anno. Staremo a vedere.
Spostandoci verso Corso Vittorio Emanuele sostiamo in via Zigarelli nella traversa di fianco al santuario diocesano domenicano del Santissimo Rosario: ebbene ci saremmo aspettati che all’abbattimento della “barriera di cemento” posta a delimitare la vecchia proprietà del palazzo in costruzione, sarebbe corrisposta la riapertura del cantiere col rifacimento del tratto di strada già rabberciato in modo da farlo corrispondere con la parallela, invece no. Attendiamo.
Tra i cantieri bloccati del Corso spicca quello di Palazzo Marinelli su cui parrebbe gravare un’ interdittiva antimafia e quello di Palazzo Trevisani. Ora, non volendo entrare nel merito delle difficoltà emerse, chiediamo e ci chiediamo: considerando i quarantaquattro anni dal sisma del 1980, quale città che voglia definirsi civile può ancora permettersi ed accettare ulteriori tempi d’attesa? Ci auguriamo, perciò, che prima possibile, il sindaco, le parti interessate e le varie autorità competenti provvedano a stilare un piano di garanzia e di certezza sui tempi di consegna dei cantieri in oggetto o ove si verifichi il favore delle condizioni, lo stesso sindaco agisca motu proprio o d’imperio.
Sarebbe l’inizio di quella rivoluzione civica auspicata in più di un nostro sguardo e rappresenterebbe sicuramente un bel modo per offrire degna e definitiva risoluzione a situazioni divenute ormai insostenibili. Solo così si potrà assicurare quell’unità di immagine e di decoro che permetterà alla nostra città di proiettarsi nel futuro e di lasciarsi definitivamente alle spalle quel nebuloso passato di cui ancora, purtroppo, conserva retaggio.
Torniamo in Piazza Libertà e sostiamo dinanzi alla struttura che avrebbe dovuto ospitare l’infopoint del “Cirpu” (Consorzio universitario irpino) e la osserviamo desolatamente vuota: ci pare di ricordare, nel merito, che, pur trattandosi di una struttura mobile, la stessa sorge su di un’area vincolata dalla sovrintendenza, limita la visione d’insieme dell’agorà cittadina e, peggio, per la quale la stessa sovrintendenza aveva intimato la dislocazione. Ora ci chiediamo: a cosa addebitare i ritardi nel rendere esecutiva tale prescrizione? Quanto dovremo ancora aspettare?
Proseguendo giungiamo in viale Italia e percorrendo il marciapiede di fronte alla scuola media Francesco Solimena, a pochi metri da un noto bar cittadino, ci accorgiamo che quella che all’apparenza sembrava una semplice pozzanghera è invece divenuta una sorgente d’acqua perpetua. Invitiamo chi di dovere ad una passeggiata nella zona ad inverare quanto appena affermato e per porre celere ed adeguato rimedio.
L’attualità di queste ore ha acceso i riflettori su un altro tema sensibile per il capoluogo: la gestione e la manutenzione del verde pubblico. A tal proposito, non possiamo che plaudire alla recente proposta di “Legambiente Avellino” e degli agronomi irpini di una mappatura delle zone adatte alla piantumazione delle alberature e di procedere ad un controllo periodico di quelle classificate “più a rischio di schianto al suolo”, così da evitare tanto l’eventuale taglio indiscriminato degli alberi quanto i rischi per l’incolumità pubblica.
Purtroppo, però, bisogna fare i conti anche con l’ingordigia edificatoria: è il caso di ciò che sta accadendo in Piazzale Padre Carmelo Giuliano, nei pressi della chiesa di Santa Maria della Grazie dove si è proceduto ad un taglio indiscriminato di alberi per lasciar spazio, parrebbe, alla prossima nascita di un supermercato. Ricordiamo male o proprio il sindaco Nargi in campagna elettorale aveva assicurato lo stop al cemento selvaggio proprio a vantaggio della creazione di un numero sempre maggiore di aree verdi in città? Invitiamo ad attenta riflessione.
Sapevate che la nostra città ha dedicato un monumento alle vittime del lavoro? L’opera si erge in Pazza De Marsico, alle spalle del Palazzo di giustizia e da oggi è anche ben visibile a tutti: infatti, si è finalmente provveduto a togliere il cartellone pubblicitario che ne impediva la visione d’insieme nonché a dare un’adeguata sistemazione alla incolta vegetazione che la circondava. Un esempio di volontà alla cura che va colto e che può rappresentare il faro guida.
Ancora: ad integrazione del nostro sguardo dello scorso sabato c’è un altro tema che vorremmo che la Regione Campania ed il governatore De Luca annoverassero tra i buoni propositi di fine mandato: ci riferiamo al completamento dell’elettrificazione della tratta ferroviaria Avellino- Salerno-Benevento.
Ci pare di ricordare che il completamento dell’elettrificazione di tale tratta ed il conseguente potenziamento con la riqualificazione e l’entrata a regime della stazione ferroviaria del capoluogo ci sarebbe dovuta essere nel 2021: siamo a settembre 2024 e ancora tutto tace.
Ora, alla luce della volontà espressa a più riprese dal sindaco Nargi di voler profondere ogni sforzo atto a completare l’opera in una sinergia ritrovata con i vertici regionali, e nella consapevolezza si tratti di ritardi dovuti a difficoltà sopraggiunte a cui presto si saprà porre adeguato rimedio, auguriamo buon lavoro.
Qualche esempio d’attenzione che accompagni l’amministrazione comunale nel suo impegno a dar prova di fatti e responsabilità.
