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    30/05/2024

La libertà senza ghetto ed il valore della scienza

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Enrico FermiAVELLINO – Dall’ing. Carmine Acocella, giornalista pubblicista, presidente del circolo Api “J.F. Kennedy” di Napoli, riceviamo e pubblichiamo:

La libertà senza ghetto ed il valore della scienza come questione laico-umanitaria per il bene comune e condiviso

Andando a leggere fra le righe su wilkipedia, mi era capitato di leggere nella definizione di ebraismo: colui che può essere considerato ebreo non è solo chi si converte a tale religione, ma anche chi ha natali in terra di Israele. Altro caso, ancora, chi per una ragione laico e culturale ed anche atavica familiare ripropone laicamente questa tradizione, anche sotto forma di funzione laico umanitaria per gli altri e per il bene comune. Ebbene si menziona che nel caso di Fermi, Maiorana e  Segrè e tanti altri scienziati o persone insigni, fra cui anche Albert Einstein, Arendt, che anche in altri campi dello scibile umano, o per persecuzioni ideologiche in alcune zone della Campania, anche in alcuni quartieri di Bagnoli Napoli, o ancora alcuni Comuni della Valle dell’Ofanto che furono teatro di sanguinose rappresaglie nazifasciste, al ritiro delle truppe tedesche braccate dagli anglo-americani sbarcati a Salerno nel ‘43ed in Comuni di Terra di Lavoro o altre parti del Centro e del Sud Italia siano migrati alla volta dei Paesi oltreoceano con lo zainetto sulle spalle o come si suol dire con la valigia di cartone, o indotti per necessità o per ragioni di persecuzione ideologica, specie quando si era clandestini fuggitivi, durante la seconda guerra mondiale.

Lo studio genetico ha verificato nel tempo che non a caso quelle categorie di persone, per una ragione di migrazione di popoli che venivano dal canale d’Otranto, di provenienza greca cipriota o israelitica sefardita, risalivano la valle dell’Ofanto e trovavano rifugio, questo nel 1200-1330 circa, sulle colline della valle suddetta. Inconsapevolmente molte di queste persone, pur non conoscendo la loro provenienza medio-orientale che comunque si caratterizzava nel loro patrimonio genetico, furono proprio vittime di queste rappresaglie ed oppressioni nazi-fasciste negli anni ’42 ’43.

Oggi si parla molto di par condicio e di pari opportunità. Secondo la legge internazionale di New York del 21 dicembre del 1965, recepita dalla legge italiana legge Reale del 13 Ottobre 1975, sono previste condizioni equitative di trattamento della persona.

Alcuni movimenti degli anni passati, anche degli anni ‘60 e ’70, ad esempio, partendo da posizioni eclettiche liberali e solidaristiche, difendevano molto la causa etnica, promuovendo queste idee anche secondo le convenzioni Onu sui diritti civili e politici della persona del 1966, proprio quando il presidente Amintore Fanfani fu presidente dell’Onu, ed esattamente nel biennio (1965-1966).

Ci troviamo, in tempi odierni, di fronte ad una serie di sperequazioni civili ed economiche, beh certamente i ricordi dell’olocausto sono ormai lontani, ma di certo…la memoria permane. Tuttavia le discriminazioni sociali che vengono perpetrate oggi ai danni di concittadini di extracomunitari e di altre persone, pur essendo una forma di violenza minore, come si suol dire con ironia, in scala non sono forse esse stesse delle forme di violenza giuridicamente punibili appellandosi alle leggi internazionali e nazionali vigenti.

Ma ciò viene detto per ricordare che vi sono ancora condizioni di ghetto e di intolleranza e di pretesa di primati religiosi, che si pongono a volte in posizione agnostica rispetto alle tradizioni ataviche e culturali di una persona o di più persone  per tale motivo, le persone sentendosi svilite di questa tradizione culturale si sentono messe alla berlina o ai margini.

Ebbene verrebbe allora di domandarsi anche con un pizzico di ironia, quali condizioni anche tecnologiche o di migliore organizzazione economica dei sistemi produttivi, con una impresa più a misura d’uomo, ad esempio, potrebbero esistere per superare questo ghetto, ma in questo caso, il non ghetto volendo invertire la definizione, visto dalle forze democratiche rappresenterebbe anche la possibilità di poter esprimere liberamente la propria idea in un contesto democratico. Altrimenti non vi sarebbe affermazione di democrazia, a maggior ragione, se trattasi di forze che si definiscono democratiche e che pur parlando di ghetto potrebbero realizzare tali condizioni… Paradossalmente!

Dunque, pur nel concetto di libertà, poter considerare una migliore vivibilità per tutti, nel rispetto della democrazia, anche del merito e nell’impegno personale nel fare un progetto o nello svolgere un mestiere, o una professione, il che è un aspetto del tutto legittimo, sarebbe forse il caso per i credenti di richiamare alla memoria di essi i valori del concilio del doc.  De nostra aetate per ricordare anche ai cristiani, anche quelli più indottrinati o chi non si ricorda oppure stenta a ricordarsi che come la definizione fratelli in Abramo come era ieri nel 1962, ai tempi del Concilio, nel famoso documento, a maggior ragione dovrebbe essere ancora oggi.

Se il ghetto esiste e le discriminazioni anche, si verrebbe ironicamente di domandarsi dove sono poi questi fratelli in Abramo e tutto questo amore e solidarietà che, partendo anche da ragioni culturali o ataviche familiari, visto che questo patrimonio culturale rappresenta anche una ricchezza intellettuale anche al servizio della gente, ma ciò non inficia il proprio credo religioso, anche nell’ottica multi-culturale di un dialogo possibile?

Ricordando ancora, ma senza rinfacciarlo, ma giusto per farne memoria che la memoria storica rimane, per la rivalsa dello Stato di Israele e del suo popolo, sparso in tutto il mondo, perché esso abbia maggiore dignità e considerazione, visto che le sue menti e le sue intelligenze sono state messe sempre, anche generosamente, a disposizione della comunità scientifica internazionale e degli Stati e della gente, ma ad onor del vero, essi (gli ebrei o aventi quella origine o ascendente) sono stati in più episodi maltrattati ed offesi.

Anche la Chiesa tenga conto di ciò e soprattutto la gente che ha spesso, pur non sapendolo, beneficiato delle loro scoperte ed opere per la società civile, in tutti i campi dello scibile umano, nella scienza, nella tecnica, nella medicina, etc. etc., ciò per smentire l’opinione diffusa che essi al contrario – accusa peraltro infondata e diffamatoria – che gli ebrei, detto da più parti, della pubblica opinione - e lo si sente ancora dire ciò, a torto essendo una informazione approssimata e non rispondente a verità da parte del volgo – ebbene si vocifera che essi abbiano destabilizzato i mercati internazionali, cosa che probabilmente sia stata fatta da altre menti infauste, che si nascondono dietro questa accusa grave ed empia mossa nei loro confronti, accusa che è a maggior ragione infamante e diffamante, alla stessa stregua di un olocausto o del ghetto di un popolo o di violenza su di essi perpetrata nel corso del tempo!

 

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