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    08/09/2026

Sibilia: «Caldoro? Quando un allenatore sbaglia va esonerato»

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Cosimo SibiliaAVELLINO – “Io accusato di esser dittatore dai traditori”. Tuona così il senatore e coordinatore provinciale di Forza Italia Cosimo Sibilia, attribuendo tali parole ad alcuni membri del partito che avrebbero preferito votare altre liste piuttosto che il simbolo della propria tessera. Nell’aria già c’era qualcosa in piena campagna elettorale, ma vuoi per mantenere una certa calma piatta, vuoi per una questione di delicatezza, ciò non era emerso del tutto. Ma andiamo con ordine.

Nella conferenza stampa di questa mattina al circolo della stampa, senza andare troppo per le lunghe, Sibilia si è tolto qualche sassolino dalla scarpa dando un suo giudizio complessivo in merito a una campagna elettorale che a sua detta poteva andare sicuramente meglio. Caldoro? Chi meglio di Sibilia poteva usare una metafora calcistica: “Quando un allenatore sbaglia, va esonerato. E chiamato un altro. La sua campagna elettorale ad Avellino non ha compensato la sua poca presenza in provincia e inoltre la scelta di presentarsi ad Avellino nell’ultimo giorno ‘utile’, tra l’altro in un giorno feriale, non mi sembra delle migliori. Non sono andato a quell’incontro perché ero a Napoli, ma non nego che avrei comunque negato la mia presenza. Sono sempre coerente. Io…”.

Ecco dunque che si scoprono le carte, i dissapori e i dissensi. Che non sono mancati neanche nei confronti dello stesso Sibilia, a detta dello stesso: “Sono stato accusato di essere un dittatore, uno che si nasconde nelle siepi, quasi un incomodo. Da chi, poi? Dai traditori”. E  ribadisce il termine ‘traditori’, anche a fine conferenza ai microfoni. Il riferimento è per il presidente della Provincia e sindaco di Ariano Domenico Gambacorta “che io stesso – sottolinea - ho voluto come presidente della Provincia”. Ma non mancano frecciate anche per Flavio Petroccione, sindaco di Fontanarosa. Entrambi, come altri del partito, definiti traditori. “Ho i numeri che possono con certezza dimostrare come all’interno del partito si siano date preferenze ad altri partiti e al candidato Pd che è entrato in Regione. Porterò le carte alla sezione nazionale del partito e vedremo”.

Infine, qualche critica nei confronti di D’Ercole: “Siamo al paradosso. Vengo criticato da chi ha votato la legge elettorale per le Regionali con favore per poi definirla, quest’anno, una regolamentazione che danneggia le minoranze. Siamo al paradosso”.

 

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