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    09/09/2026

Pd: prevalgono i silenzi, verifica rinviata. De Blasio: «Detto io la linea»

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Il segretario De Blasio con accanto la presidente SantanielloAVELLINO – “Il giorno della verità è arrivato. Il giorno della verifica o meglio, come piace a qualcuno di voi, il giorno della resa dei conti”. Il segretario provinciale del Pd, Carmine De Blasio, non si è tirato indietro durante la direzione di via Tagliamento convocata per analizzare l’esito delle elezioni, ed ha sfidato le opposizioni interne e quella parte di maggioranza che vorrebbe rimettere in discussione gli equilibri del partito. Ma la verifica non c’è stata. O perlomeno è stata rinviata. Dopo la lunga comunicazione del numero uno dei democratici irpini sono intervenuti soltanto la responsabile Enti locali del Pd nazionale, Valentina Paris, e l’esponente del circolo “Vittorio Foa”, Generoso Bruno, entrambi appartenenti alla componente di sinistra vicina a Todisco e Fierro.

De Blasio ha ripercorso punto per punto l’intero iter che dall’assemblea per la definizione delle candidature - poi finita quasi in rissa - ha portato sino alle polemiche sui risultati delle Regionali, sconfessando le critiche e le reazioni degli avversari interni. Secondo il segretario provinciale comunque il voto del 31 maggio segna una svolta nel Pd che pone dei quesiti su come ricostruire il consenso e la sintonia con una parte del Paese.

“Il Pd sui territori – ha sostenuto De Blasio – deve uscire fuori dalla cerchia dei cognomi di riferimento che si sono intestati il simbolo del partito. Aprire il Pd significa lasciare spazio alle competenze e alle idee nuove di tutte quelle persone che hanno voglia di dire e di fare”. Il segretario ha quindi indicato la linea: “Occorre uno straordinario sforzo di innovazione della discussione politica. Dobbiamo liberare il nostro dibattito dalle catene di un arretrato provincialismo culturale e far saltare le logiche consociative che hanno fatto tanto male alla nostra terra e alle nostre generazioni”. Rispetto alle divisioni e al clima di veleni che perennemente si registra nel partito ha sottolineato: “Da un anno e mezzo stiamo subendo le più spietate campagne mediatiche di insulti e demolizione personale, senza ricevere slanci significativi di solidarietà politica. Ma adesso vi dico in punta di piedi, che io un certo atteggiamento verso il segretario provinciale, non lo consento più”.

A chi chiede nuovi equilibri negli organismi dirigenti, De Blasio ha chiarito come la pensa: “Abbiamo ricevuto un mandato congressuale democraticamente e direttamente da migliaia di iscritti. Abbiamo intenzione di portarlo fino in fondo innanzitutto insieme a chi dall’inizio ha condiviso questo percorso e insieme a tutti coloro che vorranno condividere questo secondo tempo della segreteria provinciale. Senza ammucchiate”.

Subito dopo ha precisato il senso delle sue parole: “Le elezioni non ripuliscono la fedina politica. Chi ha subìto un provvedimento da un organismo di garanzia resta dove quell’organismo di garanzia lo ha collocato. E se sta fuori dal Pd resta fuori”. Il riferimento è al consigliere comunale Gianluca Festa sospeso dal partito e candidatosi sotto le insegne civiche “Davvero” ed il simbolo del Sole che ride dei Verdi. Alle sollecitazioni di un reintegro di Festa ed un suo coinvolgimento nell’esecutivo democratico venute nei giorni scorsi dalla consigliera regionale Rosa D’Amelio, ma anche dall’ex senatore Enzo De Luca, ha replicato con fermezza: “Rispetto le opinioni anche autorevoli che si sono lette e intra-lette  in questi giorni. Ma la linea di questa segreteria la detta il segretario”. Alla fine ha invitato i dirigenti a prendere una posizione senza tatticismi: “Decidete, scegliete, fatelo una volta e per sempre e date coerenza alla vostra scelta”.

La deputata Valentina Paris ha poi preso la parola criticando la relazione di De Blasio: “Ci aspettavamo risposte, ma il segretario ha detto le stesse cose di sempre”. Subito dopo Generoso Bruno ha chiesto un congresso straordinario per definire la strategia del partito e per verificare i numeri della maggioranza. Ma al di là di queste punzecchiature non c’è stata alcun attacco frontale da parte dell’opposizione interna. Sul versante della maggioranza invece silenzio assoluto. L’atteso match si è quindi chiuso con un nulla di fatto e con il segretario De Blasio intenzionato a non subire condizionamenti.

 

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