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    08/09/2026

Provincia, il gruppo Pd chiede più trasparenza sulle scelte

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Palazzo Caracciolo, sede della ProvinciaAVELLINO – Alla vigilia dell’approvazione del bilancio di previsione da parte del Consiglio provinciale il gruppo consiliare del Partito democratico presente a Palazzo Caracciolo ha inviato al presidente Domenico Gambacorta un documento in cui si fa il punto della situazione su alcune questioni relative alla vita dell’ente.

Della questione si è discusso questo pomeriggio presso la sede del Pd di via Tagliamento nel corso di un incontro che il gruppo ha tenuto con il segretario De Blasio.

“Malgrado lo spirito di ampia collaborazione e disponibilità, assicurato sin dal primo momento dal gruppo dei democratici, una serie di questioni e di problemi – si legge in una nota diramata al termine dell’incontro – resta ancora senza risposta come evidenziato nel documento prodotto dagli amministratori democratici. In particolare, come già sottolineato qualche giorno fa, la segreteria del Pd in forte sintonia con il gruppo, ha chiesto e chiede al presidente della Provincia di risolvere rapidamente la questione delle assunzioni dei forestali come già fatto da tutte le altre province campane”.

Questo il testo integrale del documento presentato dal gruppo Pd: “Egregio presidente, come gruppo del Partito democratico, avevamo iniziato questo nuovo impegno in Provincia non senza dubbi e riserve. Ritenevamo e riteniamo incomprensibile aver deciso di declassare le Province in vista della completa cancellazione, per giunta senza prevederne le ricadute negative che ne sarebbero conseguite. Ma quello che ci preoccupava ulteriormente, era, ed è, l’assetto che ne era scaturito dal voto, un presidente con poteri quasi assoluti, collocato politicamente nello schieramento di centrodestra,  e un Consiglio relegato dalla legge a comparsa con otto consiglieri di centrosinistra su dodici.

Pur consapevoli di quanto sarebbe stato difficile il nostro percorso, abbiamo cercato di far prevalere il senso di responsabilità, convinti della necessità di trasferire ai cittadini una politica nuova, che non vuole dividersi a tutti i costi ma che riesce, nei momenti di difficoltà, a dialogare per costruire il bene comune. L’eliminazione di alcune funzioni provinciali, i tagli del 50% di spese per il personale, i minori trasferimenti, imponevano un impegno unanime e indiscriminato. Ma, sin dall’inizio, alcune scelte, da lei prese in solitudine, non le abbiamo condivise e denunciate pubblicamente nella seduta di Consiglio provinciale. I molteplici contratti di collaborazione, siglati velocemente e che durano fino a fine mandato del presidente, sono per noi, oltre che inopportuni, una vera offesa per i tanti lavoratori a tempo indeterminato che non sanno domani cosa li aspetta. Oggi, pur non senza sofferenza, dobbiamo necessariamente contestarle scelte e azioni che rendono evidente un suo comportamento: il coinvolgimento di tutte le forze politiche nelle scelte è solo simbolico, nella sostanza, siamo considerati consiglieri di maggioranza quando dobbiamo condividere difficoltà, come in occasione dell’ultima conferenza stampa, di minoranza, quando si fanno assunzioni, o si preparano bandi per individuare l’amministratore di Irpiniambiente, venendone a conoscenza a cose fatte.

Se queste sono le premesse, ci risulta difficile accettare un bilancio con cui si propaganda la riduzione delle spese, omettendo che, invece, sono aumentate quelle per lo staff, con ben 5 nuovi assunti, che gravano nel capitolo “Interventi organi istituzionali” per circa 200.000,00 euro. E non parliamo della nota vicenda dei forestali, da noi sollecitata insieme al consigliere Vincenzo Alaia, con la convocazione di una conferenza dei capigruppo dove, con dati alla mano, abbiamo dimostrato che il divieto di assunzioni della 190 non valeva per i forestali sia perché la funzione era delegata alla Provincia, ma, in capo alla Regione, sia perché avrebbero svolto attività di antincendio. Ma, ad oggi, i lavoratori ancora non sono stati chiamati, rischiando di non fargli maturare i giorni minimi per la disoccupazione.

Anche rispetto alla Sua proposta di suddivisione delle deleghe, non abbiamo riscontrato equità. Sia chiaro, non abbiamo nessun desiderio di potere o gestione, ma non risulterebbe comprensibile ai cittadini una concentrazione di deleghe relative a funzioni fondamentali per alcuni gruppi di centrodestra e, invece, mezze deleghe o relative a funzioni non fondamentali per un partito come il nostro. Chiediamo pertanto un netto cambio di passo. Vogliamo condividere un metodo nelle scelte e atti concreti subito. 1) I forestali vanno assunti subito; 2) il trasporto per i diversamente abili va garantito, non la riteniamo una giustificazione valida, aspettare il contributo che dovrà elargire il ministero dell’Interno per “esigenze relative all’assistenza degli alunni con handicap fisici, oppure invocare una difficoltà di bilancio che ci impone di tagliare le spese relative a funzioni non fondamentali, avendo, peraltro, aumentato le spese di staff; 3) le scelte sul futuro del personale, pensionamenti ed altro, devono seguire criteri oggettivi e trasparenti, magari attivando quella famosa commissione, da noi chiesta da mesi, che prevedeva anche la presenza dei sindacati”.

 

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