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    09/09/2026

Foti: «Entro l’anno l’apertura di Piazza Libertà e del tunnel»

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Il sindaco Foti visita il cantiere di Piazza Libertà insieme con il vicesidanco Iaverone e l'assessore PreziosiAVELLINO – “Lo sprint finale per Piazza Libertà ci sarà da qui a trenta giorni. Ci sono stati dei problemi nella fornitura dei materiali da parte delle cave, ma sono problemi che stanno per essere superati. Avviare la pavimentazione con l’opus incertum, la pietra non squadrata, è un segnale di un buon inizio di questa fase conclusiva dei lavori di Piazza Libertà. Se non vi saranno intoppi di carattere climatico, credo che nel giro di due mesi, due mesi e mezzo, al massimo tra fine dicembre e metà gennaio verranno conclusi i lavori”.

È quanto dichiara il sindaco di Avellino, Paolo Foti, che questa mattina ha effettuato un sopralluogo nel cantiere di Piazza Libertà aperto per l’occasione anche ai rappresentanti degli organi d’informazione. Insieme con il primo cittadino anche il vice sindaco, Iaverone, l’assessore ai Lavori pubblici, Preziosi, ed il presidente del Consiglio comunale, Petitto.

Foti fa il punto anche sull’altro cantiere, quello del tunnel: “Per fine anno, inizio anno venturo, anche il tunnel sarà completato. Adesso stanno lavorando nella parte definitiva di uscita del tunnel, contiamo di aprire via Due Principati nei prossimi giorni”.

Foti, dopo aver ricordato l’incontro di ieri a Napoli con il presidente della Regione Campania con il quale ha discusso della questione Isochimica e del progetto dell’Area vasta di Avellino riuscendo a strappare al presidente De Luca la promessa di una visita ad Avellino entro questo mese di settembre, ha parlato, sollecitato dai giornalisti, del futuro di Avellino: “Le sorti della città di Avellino – ha spiegato – non sono legate al sindaco pro tempore, ma alla responsabilità di tutti i consiglieri comunali, di tutti i dirigenti e funzionari dell’amministrazione comunale. I destini personali sono assolutamente residuali rispetto al progetto generale. Avellino ha un obiettivo stato di sofferenza che non è nato un mese fa, non è nato due anni fa e non è nato ieri. È un destino di marginalità e di incapacità a guardare al futuro e progettare il futuro che risale ad un’epoca molto più antica, risale al post-terremoto fino ai nostri giorni. Ci vorrà molto lavoro, ci vorrà molta responsabilità, ci vorrà molto senso delle istituzioni da parte di tutti, dal sindaco fino all’ultimo dei consiglieri comunali”.

Poi conclude: “Se si riscopre questa voglia di dare anima e sostanza alla città di Avellino e si lavora tutti d’accordo dialogando, discutendo, scontrandosi per carità, allora forse Avellino riuscirà a guardare con un maggiore ottimismo al suo futuro. Ma se i destini di Avellino si devono consumare negli scontri quotidiani, negli scontri consiliari, nei personalismi, veramente allora sarebbe una cosa molto avvilente. Sono convinto che non è così, sono convinto che un po’ tutti devono fare dieci passi indietro per guadagnarne almeno uno verso il futuro”.

 

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