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    10/09/2026

Pd spaccato, in bilico la segreteria di De Blasio

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Carmine De Blasio (foto di Carmine Bellabona)AVELLINO – A via Tagliamento è stata definitivamente sancita la spaccatura tra le diverse componenti del Pd che, dal congresso provinciale dell’inverno del 2013 ad oggi, hanno governato il partito irpino. L’area della sinistra riformista che fa riferimento alla presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio, ed i renziani vicini al deputato Luigi Famiglietti, hanno rotto gli indugi e presentato una richiesta di convocazione dell’assemblea provinciale per discutere della linea politica ed organizzativa del Pd. L’istanza, che è stata sottoscritta da 44 dirigenti locali, ha raccolto anche il sostegno della corrente di minoranza guidata dal consigliere comunale Gianluca Festa, sul quale peraltro pende ancora il provvedimento di espulsione dal partito, da lui sempre contestato.

Nel mirino è finito il segretario Carmine De Blasio che non avrebbe raccolto i crescenti malumori presenti nel suo stesso esecutivo e non sarebbe stato disponibile al confronto interno sollecitato all’indomani delle elezioni regionali della scorsa primavera. È da quella data, infatti, che la maggioranza venuta fuori dal congresso ha iniziato a scricchiolare. L’ex vicesegretario, Ivo Capone, insieme agli altri esponenti dameliani, Mimma Gallo e Stefano Farina, ha restituito la delega nelle mani del numero uno dei democratici, invitandolo a riorganizzare l’organismo esecutivo. Schermaglie sempre più vivaci sono poi emerse anche con il fronte renziano, che ha fine estate si è ufficialmente chiamato fuori dalla compagine che sosteneva De Blasio.

Nel corso dell’ultima direzione provinciale si è dunque ufficialmente aperta la verifica interna. L’obiettivo di vecchi e nuovi dissidenti è costruire inedite alleanze per prendere in mano il governo del partito e mandare a casa il segretario in carica. Per il momento, però, non è stata ancora presentata alcuna mozione di sfiducia nei confronti di De Blasio. Più appartata, ma non meno agguerrita, è la posizione dell’altra componente di sinistra, “Un senso alla nostra storia”, che fa riferimento a Francesco Todisco e Lucio Fierro, che contesta radicalmente la gestione del Pd negli ultimi due anni e non appare intenzionata a condividere la battaglia per il cambio al vertice con chi è stato sino a ieri alleato di De Blasio e dell’area moderata, guidata dall’ex senatore Enzo De Luca e dall’ex sindaco di Avellino Enzo Venezia.

In quasi tutte le correnti democratiche, intanto, è in atto un acceso dibattito, che non trapela sufficientemente all’esterno, sul tema della gestione del partito e dell’azione amministrativa negli enti locali e di servizio, che potrebbe modificare i rapporti di forza in campo. Nella sinistra riformista, ad esempio, si è determinata una spaccatura tra il dirigente Gerardo Adiglietti ed una parte della delegazione consiliare del Comune capoluogo (Salvatore Cucciniello, Francesca Medugno, Massimiliano Miro). Nel circolo cittadino “Vittorio Foa”, roccaforte di quelli che vengono definiti “Giovani Turchi”, si sono registrate le dimissioni del segretario Giovanni Bove, a seguito di contrasti emersi con Todisco. Nella componente moderata degli ex franceschiniani, che resta ancora numericamente la più consistente, non mancano dubbi e perplessità rispetto alla condotta del segretario provinciale. Riflessioni e movimenti si segnalano anche tra i lettiani e l’area che fa capo a Toni Ricciardi – un tempo insieme all’ex segretario Franco Vittoria sostenitori di Ignazio Marino – che aspettano a prendere posizione nel braccio di ferro appena cominciato. All’ultimo congresso i primi erano collocati in maggioranza ed i secondi all’opposizione.

Appare evidente che la partita in atto nel Pd avrà ripercussioni anche sugli equilibri istituzionali del territorio ed in particolare sul Comune di Avellino. I dameliani hanno già lanciato segnali inequivocabili al sindaco, Paolo Foti, sin dall’approvazione del bilancio preventivo avvenuta, non senza difficoltà, a settembre. Durante la seduta d’aula hanno persino minacciato di costituire un gruppo autonomo. L’obiettivo reale dei consiglieri vicini alla presidente del Consiglio regionale della Campania è incidere maggiormente nei processi decisionali dell’esecutivo, dopo che è sfuggita l’opportunità di una nomina in giunta, e scalzare la capogruppo Ida Grella, riferimento di fiducia dell’ex senatore De Luca.

Entro la fine del mese, quindi, dovrebbe essere convocata l’assemblea provinciale. Spetterà alla presidente del partito, Roberta Santaniello, definire la data della riunione. Ma sarà soltanto il primo passo di una resa dei conti che si preannuncia particolarmente dura e presumibilmente non rapida.

 

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