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    08/09/2026

Ambrosone: «Il Pd deve favorire la svolta, altrimenti c’è il baratro»

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Carmine Montanile ed Enza AmbrosoneAVELLINO – “L’azione amministrativa deve essere svolta in autonomia, la responsabilità politica che governa la maggioranza consiliare necessità di un momento di sintesi. La Paris, che tra l’altro è responsabile enti locali del Pd nazionale, si grava sulle spalle di una responsabilità enorme, che è quella di far dialogare le diverse componenti del Partito democratico in città. Dico una cosa semplicissima: se ci sono difficoltà all’interno del Pd, queste non possono essere scaricate sull’amministrazione. O il Partito democratico ha la forza e la capacità di guardare in faccia l’esatta dimensione del problema ed aiuta il sindaco a venire fuori da una difficoltà o altrimenti tira le somme, non crea alibi, non gioca a scaricare le responsabilità che, in questa seconda ipotesi, graverebbero tutte sulle spalle del sindaco”.

È quanto dichiara Enza Ambrosone, coordinatrice dell’associazione Irpinia di Base, nel corso dell’annunciata conferenza stampa tenuta questa mattina a Palazzo di città, insieme con il collega ex An Carmine Montanile, sulla situazione politico-amministrativa alla luce degli ultimi avvenimenti relativi soprattutto sia alle vicende interne del gruppo consiliare Pd, alle prese con il dopo-Grella, sia alle dimissioni dell’assessore all’Ambiente Roberto D’Orsi, vicino alle posizioni di Irpinia di Base.

“Noi non abbiamo nominato né indicato assessori – precisa l’ex esponente dell’Udc passata tra le file del Pd – ma abbiamo dato un contributo sull’individuazione di una tematica, che è quella delle politiche ambientali. D’Orsi è stato nominato da tecnico per le sue competenze dal sindaco. Certo, la vicinanza alle nostre posizioni non può essere sottaciuta, ma non siamo noi ad aver nominato o indicato D’Orsi”.

E ancora: “Sicuramente le dimissioni dell’assessore all’Ambiente, D’Orsi, pongono un problema. Soltanto una lettura superficiale può restringere le motivazioni solo all’ambito personale. Irpinia di Base pone un termine ultimativo oltre il quale non la politica ma il buon senso non deve andare. O abbiamo la forza come maggioranza di guardare in faccia i problemi, di parlare alla città piuttosto che parlare a noi stessi, ci assumiamo le responsabilità tutti quanti insieme – perché il governo della città è un po’ come il governo del partito che non può essere affidato, allo 0.1, allo 0.2  per cento di percentuale in più piuttosto che in meno – e si va avanti o, altrimenti, piuttosto che lo stillicidio, si guarda in faccia il problema e con grandissima onestà si prende atto che così non si può andar più avanti”.

Segue il bilancio politico degli ultimi tre mesi di amministrazione: “All’atto dell’approvazione del bilancio di previsione in Consiglio comunale noi, dando il nostro voto favorevole, abbiamo detto non quali erano le condizioni, ma quale era il percorso che ci aspettavamo si compisse nell’azione amministrativa. Ad oggi, a distanza di tre mesi, prendiamo atto che quello che avevamo auspicato non si è realizzato, prendiamo atto che come ulteriore gesto di responsabilità non siamo qui a buttar via il bambino con l’acqua sporca, ma a porre un problema oltre il quale c’è il fallimento. C’è il fallimento di un’azione volta a costruire, non di un’azione volta a distruggere. Da questo punto di vista non ci sentiamo ancora protagonisti di un fallimento, ci sentiamo invece protagonisti con coloro i quali, nella responsabilità, stanno dicendo che oltre questo perimetro c’è un salto nel vuoto, c’è un salto nel buio, c’è il baratro”.

“Fermiamoci prima del baratro – sottolinea ancora Ambrosone – perché la responsabilità che la politica ha non è l’esercizio retorico che ci consente di intrattenerci al bar, è l’assunzione di una responsabilità. Nell’ordine, l’approvazione del bilancio di previsione con il voto tecnico di una parte importante del Partito democratico in Consiglio comunale, le dimissioni della Grella, le dimissioni di D’Orsi sono il bordo del baratro. È su questo che il Pd deve consentire la svolta, che è la svolta della pratica amministrativa, che ci consente di aggredire i problemi, ma è anche la svolta del metodo che altro non è che l’assunzione di responsabilità. Smettiamola con la pratica dell’inciucio e guardiamo avanti”.

“Che cosa ha sbagliato Foti? Ho sempre detto che si è trovato a gestire una fase amministrativa difficilissima la cui origine non è nell’amministrazione Foti. Non è Foti. Ma sulla superficialità dell’amministrazione odierna ci sono anche le superficialità dell’amministrazione Foti. Assoservizi è una di queste. Immaginare cambi repentini senza avere mai avuta l’assicurazione della reale volontà del suo partito, mettendosi contro il suo partito, è probabilmente l’errore maggiore che possiamo individuare nell’operato di Foti”.

 

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