AVELLINO – “Non riesco a spiegami come è possibile che riferimenti istituzionali presenti nel nostro partito, gente che sta nelle istituzioni, non abbiano una sola parola di distensione, una sola parola di ricerca di una soluzione. I conti – lo dico a chi tanto si agita – si vengono a fare qua in provincia di Avellino. Quello che si conta veramente lo si dimostra qua in provincia di Avellino, non per le amicizie, le compagnie lontano dalla provincia di Avellino”.
È un passaggio della conferenza stampa di questa mattina del segretario provinciale del Partito democratico, Carmine De Blasio, che fa il punto della situazione all’interno del partito alla luce di quanto venuto fuori dall’assemblea provinciale di lunedì scorso conclusasi con la bocciatura della mozione di sfiducia presentata dall’asse Famiglietti-D’Amelio-Festa-Ricciardi-Todisco.
E proprio contro i riferimenti istituzionali, in primis l’on. Luigi Famiglietti e la presidente del Consiglio regionale Rosetta D’Amelio, sono rivolti gli strali di De Blasio.
“Capriglia – spiega – mette un punto, e questo al di là dei numeri, in più o in meno, per governare o per mandare a casa il segretario. Non è una questione di numeri, è una questione politica, non sono solo i numeri a consentire di far politica. Capriglia resta a futura memoria per questo partito. E tutta questa vicenda resta incomprensibile per i nostri iscritti, i nostri dirigenti, i nostri amministratori i quale veramente non si danno ragione di come un partito, nel momento in cui ha dalla sua parte il governo nazionale, il governo regionale, tante amministrazioni, gli enti di servizio e deve finalmente dimostrare di essere in grado di governare, di fare, di rispondere ai problemi, di occuparsi delle questioni, si concede invece addirittura per volontà dei suoi rappresentanti istituzionali un due mesi e mezzo di questo spettacolo. Spettacolo che passa attraverso tre assemblea provinciali, attraverso la mozione di sfiducia che viene respinta”.
“Ora io credo che le prove di forza sono state fatte, questo è il momento in cui invece bisogna far prevalere un approccio di responsabilità. Certo, il segretario non può restare arroccato sulle sue posizioni, ma lo ero anche prima quando dicevo che bisognava fermarsi e di non tirare la corda. Quindi non c’è da meravigliarsi che da Capriglia esca un partito spaccato, ed un partito spaccato lo si determina mettendo in campo azioni che portano a spaccare un partito. Ora i tentativi sono stati fatti, ora è il momento in cui bisogna fermarsi e far prevalere le responsabilità. Chi sceglie di continuare a mantenere una posizione di rottura, di frattura dentro il partito io credo che continui a dare un esempio di irresponsabilità dal punto di vista politico”.




