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    09/09/2026

Anzalone: «Valente sindaco di Napoli? La classe dirigente non si risolve con il giovanilismo ed il carrierismo»

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Luigi AnzaloneAVELLINO –  Sulle primarie che si dovranno svolgere a Napoli per scegliere il candidato del centrosinistra interviene con una dichiarazione Luigi Anzalone, ex presidente della Provincia di Avellino ed ex assessore e consigliere regionale. Questo il testo: “Non conosco, se esistono, gli scritti maggiori, minori o, per dire così, intermedi, di cui l’onorevole Valeria Valente è autrice. Né mi appare di gran valore essere stata, senza infamia e senza lode, consigliere comunale e assessore della città partenopea, per poi giungere, grazie al Porcellum, a Montecitorio. Si tratta di una carriera fatta in nome della fedeltà ultracanina all’allora imperante Antonio Bassolino. Ho perciò letto e riletto con attenzione l’intervista a tutta pagina che “Il Mattino” le ha generosamente fatto per capire perché questa quarantenne in carriera vuole diventare  sindaco di Napoli. Ebbene, sfido chiunque a dire che essa contiene un’idea, sia pure accennata o persino confusa, che accrediti la sua pretesa e la renda una Eleonora de Fonseca Pimentel o una Luisa Sanfelice, sia pure in seicentoquarantesima.

Non vedo quindi meriti e titoli nell’on. Valente, a meno che non sia un titolo e un merito aver voltato le spalle, rinnegandolo, a Bassolino quando il suo astro ha cominciato a declinare. In questo si trova nella folta compagnia di personaggi che ora ricevono incarichi e prebende dai nemici più giurati del sunnominato. Nessuno di loro, però, è stato tanto “scellerato ed espedito”, il gergo machiavelliano è d’uopo, da candidarsi alle primarie contro Bassolino.

Quanto al fatto – come Valente dice con originalità, anzi con colpo d’ala speculativa – che Bassolino sarebbe il passato, rilevo che è un passato luminoso e privo di eredi e, quindi, “gravido di futuro” – un passato che viene dal futuro. Ricordo  altresì, ripetendo la lezione di Guido Dorso,  che “una classe dirigente è un mistero della storia”, che non si risolve con il giovanilismo, il carrierismo, la slealtà e l’assenza del limite morale”.

 

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