AVELLINO – “La prefettura deve fare quello che è previsto dalla legge e che in molti casi né la prefettura né le Asl né l’ispettorato del lavoro hanno fatto. Ho visitato di persona alcuni di questi centri e, io non sono un tecnico, erano in condizioni che ad occhio risultavano invivibili ed inumane. Il fatto che deve arrivare la magistratura a dirci una cosa che sapevano tutti è un fatto che io trovo di gravissima responsabilità per chi doveva fare i controlli e non li ha fatti. Ora però la prefettura deve fare altro in questo momento, cioè affrontare un’emergenza che era prevedibile ma che non si aspettava, cioè circa 300 migranti che dal 19 non sapranno più dove stare. Allora convochi immediatamente un tavolo straordinario con tutti gli attori di questo settore e dia una risposta che non sia una risposta tampone ma che risolva il problema e che sia adeguata alla vita di persone che dobbiamo trattare con senso di umanità e di rispetto”.
Questa l’analisi di Giancarlo Giordano, parlamentare di Sel e consigliere comunale di Avellino, nel corso dell’annunciata conferenza stampa di questa mattina sulla questione delle strutture e dei servizi di accoglienza dei migranti tenuta presso la sede di via Dante insieme con il segretario provinciale della Cgil Vincenzo Petruzziello.
“Ci vuole un nuovo e diverso protagonismo da parte dei sindaci – sottolinea Giordano che ha annunciato l’arrivo ad Avellino della commissione d’inchiesta parlamentare – la consapevolezza che questi flussi migratori saranno costanti nei prossimi anni, non viverli come un’invasione ma come un’opportunità, perché comunque accadranno, e soprattutto sottrarre questa partita dal business dei privati determinando cioè le condizioni per cui il pubblico possa occuparsene e fare veramente accoglienza”.
“Fare accoglienza – spiega ancora Giordano – significa far star bene le persone che arrivano in Italia da scenari di guerra o da condizioni umanamente impensabili per noi, ma significa anche poter creare lavoro perché solo l’ultimo bando che si sta per celebrare porterà a questi privati, che come vediamo non sono esattamente stinchi di santo, circa 12 milioni di euro. Potrebbe essere un’occasione di lavoro per tanti giovani che nel terzo settore non riescono a trovare occupazione, ovviamente questo significa riportare in capo ai sindaci una responsabilità importante”.
Richiesto, poi, di commentare quanto riportato da alcuni organi di stampa, cioè di eventuali collegamenti con Mafia Capitale: “Si è parlato di mafia Capitale – dichiara – perché c’è una cooperativa che è coinvolta in quel caso, le responsabilità dal punto di vista giudiziario le deve stabilire la magistratura. Il mio ruolo, il nostro ruolo è quello di fare pressione affinché chi ha responsabilità nel dover fare faccia quello che deve fare, cioè assegni in maniera intelligente, leggibile e trasparente gli appalti su questo settore, controlli che i servizi previsti dai capitolati di appalto siano effettivamente erogati e non si risparmi sulla vita delle persone e lo faccia con costanza. A naso mi pare di poter dire che questa operazione di monitoraggio e controllo non è stata fatta in questi anni”.




