NUSCO – Sarà rimasto deluso chi pensava che l'incontro alla scuola di formazione politica, tenutosi nel pomeriggio a Nusco e coordinato dal presidente Ciriaco De Mita con i parlamentari Pier Luigi Bersani e Gaetano Quagliariello, deragliasse dal tema della democrazia rappresentativa per occuparsi esclusivamente delle primarie truccate del Partito democratico di Roma e, soprattutto. di Napoli.
Bersani, replicando al sindaco di Firenze Nardella, fedelissimo di Renzi, che lo ha accusato di non aver pensato a una legge per regolamentare le primarie, ha spiegato di non avere avuto, ai tempi della sua segreteria, la maggioranza sufficiente per fare ciò. Quagliariello, sul tema, si è reso promotore di una proposta di legge per disciplinare in maniera trasparente tale istituto. De Mita ha obiettato, invece, che nei grandi partiti, dopo aver ascoltato la base, sono le leadership a dover individuare la classe dirigente.
Su Bassolino sia Bersani che De Mita hanno espresso solidarietà in quanto vittima di una ingiustizia, ed hanno auspicato, alla luce della sua storia e militanza, che continui la battaglia nel Pd. Sulle riforme istituzionali De Mita ha stigmatizzato la superficialità dimostrata della ministra Boschi in una sua recente intervista semplificando il tema delle riforme costituzionali e trasformandolo in una sorta di plebiscito pro o contro Renzi. Quagliariello, di rimando, ha sostenuto che in un Senato delle autonomie autorevole ci sarebbe stato bisogno della presenza dei presidenti delle Regioni, che con una seconda Camera debole si rischia un conflitto con la Conferenza Stato-Regione da abolire, positiva invece la fine del bicameralismo perfetto.
Bersani, da parte sua, ha messo in guardia dai rischi di una legge elettorale, da lui non votata, che, probabilmente, mette una parte sola al comando di tutte le istituzioni, con il rischio concreto, qualora gli alleati minori non si aggregassero al Partito democratico prima delle elezioni, che, isolati, si possa perdere al ballottaggio. Inoltre il quorum troppo basso del 3% per accedere alla Camera potrebbe indurre le formazioni più piccole al conformismo o al trasformismo, con la possibilità per il presidente del Consiglio, a seconda delle circostanze, di ricorrere sempre più a maggioranze variabili.
In conclusione, per sconfiggere i populismi presenti nella società italiana la proposta del sindaco di Nusco è il recupero della storia e soprattutto del pensiero politico, precondizioni per l'ardua impresa di rilanciare i partiti come organizzazioni di massa, da una parte chi protesta, dall'altra chi, democraticamente, cerca di indicare un orizzonte per governare la complessità dei nostri tempi.




