AVELLINO – È stata dedicata all’esame delle tre mozioni all’ordine del giorno la seduta di questa sera del Consiglio comunale apertasi, dopo una serie di interrogazioni presentate dal consigliere Giordano, con l’approvazione, con i voti della sola maggioranza, dei debiti fuori bilanci relativi ad alcune sentenze del giudice di pace.
È passata all’unanimità la prima mozione del trio Festa-Negrone-Genovese – relatore Festa – sulla pubblicazione obbligatoria degli avvisi pubblici, affidamenti di incarichi professionali o fornitura di servizi definita dal consigliere Giordano, supportato dal collega Preziosi, la “mozione dell’ovvio” per costringere l’amministrazione a seguire la legge. “Il problema che abbiamo noi – ha detto Giordano – è che in corso d’opera le cose si cambiano. Ci vuole più severità nella gestione dei bandi. Si dirà: è colpa dei dirigenti, ebbene ruotateli. La scusa non regge. È la politica che deve dare un colpo”. Al riguardo c’è stato anche un breve intervento del sindaco Foti che ha spiegato come l’amministrazione non abbia nulla da rimproverarsi in termini di specchiato rigore e moralità nelle procedure fin qui portate a termine.
Di nuovo sul proscenio il consigliere Gianluca Festa – che, lo ricordiamo, fa parte della maggioranza ma che da tempo porta avanti all’interno del Pd un distinguo sul piano politico insieme con i colleghi Genovese e Negrone – al momento della presentazione dell’altra mozione, quella avente per oggetto la questione della transazione intercorsa tra il Comune e l’Ati Napoletana parcheggi Spa con il pagamento di un indennizzo di 420mila euro a fronte della mancata realizzazione del parcheggio sotterraneo di Piazza Libertà.
“Quello che ci ha colpito - ha spiegato Festa – è stato l’iter che ha contraddistinto il pagamento di una somma a fronte della decisione di non realizzare l’opera. Questa vicenda è complessa: non si può bocciare a cuore leggero una pregiudiziale che pure era stata presentata. Chiedo che l’intero incartamento vada alla Corte dei conti e che per intanto si sospenda il pagamento e s’inserisca l’argomento all’ordine del giorno del prossimo Consiglio”. Il tutto illustrato con l’eloquio che ormai contraddistingue gli interventi pubblici del consigliere del gruppo Davvero, in un crescendo di istrionesca oratoria – rivolta soprattutto ai banchi del gruppo Pd – tanto da provocare anche una reprimenda del presidente dell’assemblea, Petitto, con l’invito ad “usare atteggiamenti consoni all’Aula”.
Sulla questione sono, quindi, prima seguiti gli interventi “chiarificatori” dell’assessore Iaverone (“è stata una transazione effettuata dalla giunta con completa copertura della somma”) e del segretario generale Feola (“Io ho solo dato esecuzione ad atti transattivi obbligatori per l’ente”), poi quelli dei consiglieri di opposizione Preziosi e Giordano. Preziosi ha ricordato la presentazione di una sua pregiudiziale al momento della discussione sul bilancio e il fatto che quando si stava per attivare l’appalto per il parcheggio sotterraneo un tecnico comunale disse che non si poteva più fare. “Che sorte avrà ora anche il parcheggio sotterraneo in piazza del Tribunale?”, ha chiesto Preziosi ai banchi della giunta.
Impreziosito da una dotta citazione in latino (“Obligatio est iuris vinculum, quo necessitate adstringitur alicuius solvendae rei secundum nostrae civitatis iura”: l’obbligazione è un vincolo giuridico in forza del quale si può costringere taluno all’adempimento di una prestazione secondo le leggi del nostro Stato) l’intervento del consigliere-parlamentare di Sel Giancarlo Giordano per spiegare la natura della transazione adottata dall’amministrazione. “Non è una variazione urgente. O un debito fuori bilancio o non lo è. Non si può costruire un percorso così tortuoso. Il sindaco, in questa vicenda, non è stato sostenuto dalla maggioranza. In ogni caso ringrazio Festa perché restituisce una discussione che questo Consiglio comunale avrebbe dovuto fare su un’opera strategica per questa città. Ricordo che espressi su questa vicenda del parcheggio voto contrario in giunta – di cui pure facevo parte – e mi dimisi dalla giunta Galasso. Questo Consiglio dovrebbe fare un bilancio di quelle scelte. Nella scelta iniziale di Di Nunno una logica c’era, un lungo tunnel Nord-Sud, ora invece siamo a livello di un sottopasso”.
Fin qui il dibattito. La seduta è stata quindi sospesa su richiesta del capogruppo Pd facente funzione Giacobbe per consentire una riunione della maggioranza al fine di avere delle delucidazioni dal segretario Feola (“mi è stato chiesto se la transazione fa sorgere un debito fuori bilancio, non si è creato un debito fuori bilancio”). Quindi la votazione (assenti i consiglieri Poppa e Salvatore Cucciniello) che con 12 no, 6 sì e 4 astenuti ha sancito la bocciatura della mozione.
Non è mancata, in verità, nel dopo voto una reprimenda della consigliera Ambrosone, in predicato di assurgere alla guida del gruppo Pd in Consiglio, che ha parlato di “mozione irricevibile, non votabile perché impegna a sospendere un atto che abbiamo già effettuato”, invitando altresì l’amministrazione a “guardare con maggiore attenzione agli atti che vengono sottoposti al Consiglio comunale”.
Approvata, infine, anche l’ultima mozione all’odg, quella della consigliera Monica Spiezia, “Mille occhi sulla città”, per la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, della durata triennale, tra ministero Interno, prefetture, Anci, istituto vigilanza per la repressione e prevenzione dei reati.




