AVELLINO – “Il Partito democratico che ha un gruppo così eterogeneo, che non riesce a trovare una sintesi, ha detto che questa amministrazione deve andare avanti. Noi abbiamo il dovere di guardarci in faccia e di capire. Il documento che ha letto la consigliera Di Iorio e l’intervento di Festa sono la smaterializzazione della politica e dell’appartenenza ad un gruppo politico. Io sono abituata a militare all’interno di un partito, ma se la mia permanenza deve essere un alibi per non consentire una dialettica all’interno di questo gruppo e di questo Consiglio in questo particolare momento in cui siamo tutti chiamati alla responsabilità, ebbene allora io tolgo il disturbo, io rassegno le dimissioni da capogruppo del Partito democratico. Non è la mia una resa, non è una fuga dalle responsabilità, continuerò ad operare con lealtà. Le difficoltà si gestiscono, non si diventa classe dirigente cavalcando l’opposizione. Il mio unico interesse è la città perché io dal passaggio da là a qua non mi sono messo in tasca nulla. Calco la scena da 20 anni, forse da troppi anni, ma sempre a testa alta”.
Così ha chiuso, tra gli applausi, il suo intervento Enza Ambrosone le cui dimissioni da capogruppo del Pd sono state il fatto politico più rilevante della seduta di questa sera del Consiglio comunale convocato per discutere del caso Acs, l’Azienda città servizi partecipata del Comune al centro dell’inchiesta della Procura su cui, come riferiamo in altro articolo, ha relazionato in apertura il sindaco Foti.
Ambrosone ha esordito citando l’intervista dell’ex sindaco di Venezia, il filosofo Massimo Cacciari, sulle difficoltà e le responsabilità che oggi affronta chi deve amministrare – “per fare il sindaco bisogna essere dei pazzi” – volendo con questo mettere in evidenza la solitudine con cui il sindaco Foti si è trovato spesso ad affrontare la sua esperienza amministrativa.
“Quello che sta succedendo – ha detto ancora Ambrosone – è un fatto inedito nella storia politica di questa città: governare è praticare la responsabilità nella difficoltà. Io da persona modesta mi sono trovata a praticare le parole di papa Francesco. Se sono persona non gradita, perché ho osato dire che il partito si deve confrontare nei luoghi istituzionali, non voglio essere un pretesto. Comunque, rimango nel Pd, resto nel Pd, il Pd però che ho in testa io, con un’unica tensione che favorisca il progresso nell’interesse della comunità”.
Che nel gruppo Pd continui lo stato d’insofferenza e di contrapposizione se n’è avuta conferma dagli interventi dei consiglieri Francesca Di Iorio e Gianluca Festa. La prima ha dato lettura di un documento sottoscritto anche da Salvatore Cucciniello, Francesca Medugno e Massimiliano Miro con cui è stato chiesto al sindaco un “azzeramento delle cariche istituzionali e la nomina di una giunta di altissimo profilo nella quale entrino tutte le forze politiche e le sensibilità rappresentate in questo Consiglio comunale che concordino su di un programma serio e fattibile di fine mandato”.
Festa, invece, ha dato il via ad una vera e propria filippica scomodando perfino Dante ed il canto III dell’Inferno dove si fa riferimento agli ignavi, cioè a coloro che vissero senza meritare infamia né lode. “Gli ignavi non hanno avuto mai un’idea loro – ha tuonato Festa – ma si sono sempre adeguati ai più forti. Per la verità ho incominciato a pensare a qualche profilo. Un ignavo è un uomo triste perché solo. Dante non era fiorentino ma pare bazzicasse per Piazza del popolo. Ha fatto la descrizione perfetta di qualche persona che siede in questi banchi. Noi oggi dobbiamo scegliere se andare avanti o andare a casa: mi rivolgo principalmente al primo cittadino, la scelta è tutta in capo al sindaco. Non so che cosa debba più accadere. Credo che anche il sommo poeta stia avendo un sussulto. Dobbiamo scegliere tra il bene e il male. Fuori i mercanti dal tempio. Voglio sapere se ci sono in quest’aula consiglieri che fanno i loro sporchi comodi, la città merita di sapere cosa sta accadendo. Pretendo di saperli. Pretendo di sapere se questa maggioranza si fonda su questi porci comodi. Le responsabilità che sono in capo al sindaco sono grosse quanto un grattacielo, non quelle giudiziarie, ma quelle politiche. Lui ha pieni poteri: perché non è intervenuto prima? Non so quanto durerà questa esperienza amministrativa: chiedo al primo cittadino di interrogarsi sull’opportunità di andare avanti. Faccia un ultimo gesto d’amore: faccia il gesto consequenziale che tutti auspicano”.
Diversi gli interventi dai banchi dell’opposizione. Costantino Preziosi, La svolta inizia da te: “Sono in imbarazzo a dover dire che noi dell’opposizione avevamo ragione su molte cose. Le nostre denunce sono iniziate con l’abusivismo sugli alloggi con un sistema di potere basato sulla illegalità. Sono poi seguite quelle del febbraio 2013 sulla vicenda Assoservizi e le cartelle pazze. Poi c’è la questione del bilancio e dei pignoramenti. Denunciammo che tutti gli affidamenti fatti all’Acs erano quasi tutti privi di contratto”.
Domenico Palumbo, La svolta inizia da te: “È una seduta particolare che ci consegna diversi episodi non tanto piacevoli per la città. Mai ho assistito a delle scene così pietose: il sindaco si limita sempre a leggere una buona relazione sperando di avere un riscontro in chi l’ascolta. Diverse volte siamo stati ciambella di salvataggio per questa amministrazione. Non mi voglio soffermare sulla situazione Acs, incresciosa, su cui ci sono altri organi che se ne stanno occupando”.
Virgilio Cicalese, Impegno civico per Avellino: “Non avrei voluto intervenire. Sono particolarmente preoccupato. Invece di essere attenti alle problematiche e dare delle risposte si guarda l’orologio. Non ho visto niente di costruttivo. Chiedo alla maggioranza: ma voi che cosa fate? Non fate altro che contestare dall’interno. Bisogna avere anche la dignità di andarsene. Potete essere figli miei, ma in queste modo siete snaturati”.
Alberto Bilotta, Udc: “Non entro nelle vicende giudiziarie in attesa che venga fatta chiarezza. Ringrazio il procuratore Cantelmo cui si deve anche lo sblocco della vicenda dell’Isochimica. Il silenzio della maggioranza fa rabbrividire, il sindaco ha soltanto sfiorato il problema. Mi sembra che abbiate capito che si deve tornare al voto, lo stiamo dicendo da diverso tempo. È questa un’aula lontana dai problemi delle persone. Qui c’è un decadimento complessivo delle persone che si trovano nella pubblica amministrazione. Tutte le forze politiche devono prendere atto di questo fallimento e partire da basi nuove. Perché la maggioranza è andata in crisi? Per questioni personali perché qualcuno che si era aggregato al Pd aveva avuto la promessa di qualcosa. Ci deve essere un passaggio elettorale chiedendo il voto in maniera completamente diversa rispetto al passato. Anziché aspettare l’azione della magistratura poniamocelo prima il problema. I partiti ormai sono ostaggio dei singoli che a seconda della propria convenienza passano da un partito all’altro. Una domanda: tolto Foti siamo convinti che abbiamo risolto il problema della città di Avellino?”.
Nadia Arace, indipendente: “La politica irpina degli ultimi anni ha riguardato solo la lottizzazione delle istituzioni: Sindaco, mi sono candidata con l’impegno del suo programma di fare di questa aula una casa di vetro. Nelle sue parole ho letto il manifesto di una grave impotenza politica mentre lei ha la possibilità di gestire diversamente la cosa pubblica. La trasparenza non è la gestione degli scontrini ma l’applicazione delle norme di legge. L’amministrazione avrebbe dovuto fare di più in termini di trasparenza e determinazione. Il gesto più rivoluzionario è stato quello del presidente della Casa sulla roccia che ieri si è dimesso. Necessari un nuovo voto ed un nuovo progetto politico”.
Giancarlo Giordano, Per cambiare Avellino: “Noi non abbiamo aspettato la magistratura. Abbiamo svolto tutti gli atti che potevamo mettere in campo. Sono un garantista per cultura. Attendo gli esiti dei processi penali. Sono per sostenere in modo non formale l’opera che questa procura sta rendendo a questa città. Una premessa: stasera è uno spartiacque tra il prima ed il dopo perché deve finire la finzione su quale sistema di potere si è stati eletti e si è vinto. Non dimentico la carovana di festa per il Corso fatta dai lei, sindaco, e dal consigliere Festa.
Noi ve l’avevamo detto. Il sistema di Mafia capitale attecchisce nel Mezzogiorno d’Italia e Avellino non fa eccezione: clientelismo, familismo e trasformismo. Muovere la leva della spesa pubblica in questo Paese è reato. Ci vuole credibilità: ce l’avete ancora? Il problema, sindaco, non è lei: è l’indistinto politico a cui si è affidato. Io non ho davanti una maggioranza, ho davanti diversi Pd. Il suo problema vero, sindaco, è che non ha un partito. Come la vuole amministrare questa città? Quante mediazioni deve fare per fare un atto? Non va. La questione Casina del principe andava risolta ad inizio del mandato. Ci si arrende dimettendosi, non rinunciando alla delega alla Trasparenza come fa l’assessore Cillo.
Se non sapete cosa amministrare non potete amministrare. Il marciume che s’è insediato nelle strutture pubbliche va estirpato. Quante battaglie ho dovuto fare contro le feste per il Corso: quelle non sono cultura, è corruttela. Se debbo ascoltare che Rosetta D’Amelio da Lioni deve dire che cosa deve succedere qua dentro sono stufo. Ho trovato insufficienti le sue dichiarazioni. Ho paura che lei voglia ancora esperire il tentativo se ha una maggioranza o meno. Bisogna riportare la civiltà della democrazia e dell’onestà”.
Nicola Battista, Forza Italia: “Quando mi sono associato a chiedere la convocazione di questo Consiglio, non mi sarei aspettato una serata come questa. Non è possibile dare uno spettacolo di questo tipo alla città. Noi dobbiamo amministrare la città, invece ci dividiamo in fazioni, in gruppi. Mi meraviglio che possiamo immaginare di amministrare ancora questa città. Non ricordo un atto vero, utile per questa città. C’è più pubblico che consiglieri comunali”.
Monica Spiezia, indipendente: “Esprimo innanzi tutto solidarietà e vicinanza ai lavoratori dell’Acs che si prendono gli insulti. La verità prima o poi verrà fuori. I consiglieri che fanno i porci comodi, consigliere Festa, sono attenzionati dalla magistratura. È inutile abbaiare alla luna: il sindaco non si dimette, la sua tornata durerà fino al 2018. Prepari una bella mozione di sfiducia, in calce ci sarà anche la mia firma. Sono stanca di sentire queste cose. Tutto le nostre forze le abbiamo messe in campo. Molte volte abbiamo garantito il numero legale. Ora basta”.




