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    08/09/2026

Amministrative 2016/Renzi: «Non siamo contenti, pronti a commissariare Napoli»

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Matteo RenziROMA – “A Napoli città il Pd praticamente non c’è dal 2011: finita la fase del ballottaggio proporrò alla direzione un commissariamento coraggioso”: fa autocritica, tardiva, il premier Renzi che, insieme ai vertici del Pd nazionale – Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani (vicesegretari), Valentina Paris (responsabile enti locali), Matteo Orfini (presidente assemblea nazionale) – ha commentato, nel corso di una conferenza stampa conclusasi da poco al Nazareno, i risultati del voto amministrativo di ieri.

Come è ormai noto tra le grandi città in campo il risultato peggiore il Pd lo ha ottenuto a Napoli dove Valeria Valente non è andata al di là del 21,1% delle preferenze senza alcuna possibilità di poter accedere al secondo turno che proporrà invece la sfida tra il sindaco uscente de Magistris e Lettieri. Un flop annunciato cui Renzi e soci non hanno saputo, o non hanno voluto, porre rimedio in questi anni.

Una situazione più o meno analoga esiste da tempo anche nel Pd irpino con un gruppo, quello del Comune capoluogo, letteralmente spaccato e pressoché ingestibile. Proprio nel pomeriggio si dovrebbe svolgere, presso la sede del coordinamento provinciale di via Tagliamento, una nuova riunione per concordare la linea da portare avanti in vista della discussione sul bilancio che l’amministrazione Foti si accinge ad affrontare il prossimo 20 giugno, ma al riguardo c’è molto scetticismo per cui non è difficile prevedere un nuovo flop.

D’altra parte un fiasco finora si è rivelata l’azione del cosiddetto direttorio, composto dai parlamentari Valentina Paris e Luigi Famiglietti, dall’ex senatore Enzo De Luca e dalla presidente del Consiglio regionale della Campania Rosetta D’Amelio, cui era stato affidato il compito di gestione del partito, dopo la forzata uscita di scena del segretario De Blasio, in preparazione del congresso provinciale.

In tutto questo bailamme c’è ancora chi attende che una qualche soluzione all’interno del Pd irpino, in particolare del gruppo consiliare al Comune capoluogo, possa venire dall’incontro, annunciato ma sempre rinviato, con la segretaria regionale del Pd Assunta Tartaglione sulla cui gestione sembra ora doversi abbattere la scure di Renzi.

E proprio del segretario nazionale del Pd riportiamo quanto dichiarato a commento delle elezioni nella conferenza stampa di questa mattina: “Come ai vecchi tempi il giorno dopo le elezioni hanno vinto tutti. Tutti sorridono davanti alle telecamere per dire che loro sì che hanno trionfato, signora mia. Spiacente, io non sono fatto così. E l’ho detto chiaro: non sono contento, avrei voluto di più. Non sarò mai un pollo di allevamento della politica che ripete le stesse frasi banali ogni scrutinio.

Intendiamoci. Il Pd rimane saldamente in testa, i suoi candidati stanno intorno al fatidico 40% in molte città, siamo l’unico partito nazionale. Cinque Stelle che canta vittoria governa in appena 17 comuni (compresi espulsi, sospesi e disconosciuti) su ottomila, cui vanno aggiunti altre quattro municipalità ieri. Il movimento di Grillo e Casaleggio è andato al ballottaggio in venti Comuni sui 1.300 in cui si votava. La Lega crolla, Salvini sta sotto il 3% a Roma ed è doppiato da Berlusconi a Milano, doppiato!

Forza Italia esiste ancora e ottiene risultati positivi a Napoli, Milano, Trieste. Ma scompare da Cagliari a Torino, da Bologna a Roma. La sinistra radicale che per mesi ci ha spiegato come funzionava il mondo non entra in partita né a Roma, né a Torino dove aveva scommesso tanto.
Ma una volta che abbiamo fatto questa lunga analisi del voto, per me cambia poco perché non è che “mal comune mezzo gaudio”: continuo a non essere contento.

A Napoli città il Pd praticamente non c’è dal 2011: finita la fase del ballottaggio proporrò alla direzione un commissariamento coraggioso. A Roma Giachetti ha fatto mezzo miracolo a riportarci al ballottaggio: non escludo che riesca a fare anche l’altro mezzo, ma deve recuperare dieci punti di svantaggio. Olimpiadi, sicurezza, capacità di guidare una macchina complessa come il Comune di Roma: se la giocheranno su questo. Temi amministrativi, insomma, non di politica nazionale.
Che non sia un dato nazionale, del resto, si vede chiaramente dalla geografia: zone anche limitrofe vedono risultati molto diversi. È ovvio. Gli italiani sanno votare, sono liberi, scelgono di volta in volta. Fanno zapping in cabina elettorale perché non è più tempo di indicazioni dall’alto dei partiti. E quindi può accadere di tutto, come in realtà è accaduto a questo primo giro.

Dunque: onore ai sindaci eletti al primo turno, in bocca al lupo a chi corre per il secondo giro e un caloroso abbraccio a chi continua a urlare “Ho vinto!” anche quando la realtà dice un’altra cosa. Ma proprio perché non sono come gli altri a me la scenetta di dire che “abbiamo non perso” non è mai riuscita e non riuscirà mai. Possiamo e vogliamo fare meglio, lo faremo”.

 

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