AVELLINO – I problemi cardiaci del sindaco di Avellino, Paolo Foti, tuttora convalescente, hanno consentito un rinvio della sessione consiliare programmata per la fine di questo mese per discutere del bilancio consuntivo 2015 e del previsionale 2016.
La sessione sul bilancio sarà spostata, infatti, nella prima decade di luglio. Questo ha permesso di acquisire anche il bilancio dell’Istituzione Teatro, dopo i rilievi dei revisori dei conti. Molto probabilmente quest’anno il Comune dovrà appostare circa 650mila euro per pareggiare il bilancio del Teatro, presieduto da Luca Cipriano, mentre di circa 850mila euro dovrebbe essere il passivo di Avellino Città Servizi, sempre a carico dell’ente di Piazza del Popolo che è proprietario unico dell’Acs.
Ma questi giorni di tregua consentiranno di ricercare una maggioranza, che al momento non c’è? Nel Pd, infatti, continuano a restare sull’Aventino i consiglieri che fanno capo alla presidente del Consiglio regionale della Campania, Rosetta D’Amelio. Capeggiati in aula da Salvatore Cucciniello, i dameliani sono pronti a rientrare, ma pongono delle condizioni: un programma di pochi punti, ma che consenta di arrivare fino alla fine della legislatura, un nuovo capogruppo e una nuova giunta di alto profilo. Sul primo punto sarà facile trovare un’intesa. Sulla questione del capogruppo ha già tolto tutti dall’imbarazzo Enza Ambrosone dimettendosi dall’incarico. Problematico, invece, ci sembra esaudire la terza richiesta, e non per cattiva volontà del sindaco. Qualcuno pensa, forse, che ci siano dieci personalità di rilievo disposte ad entrare in una giunta comunale che va verso la fine del proprio mandato, con una maggioranza litigiosa e una Procura della Repubblica che rivolge quotidiane attenzioni agli amministratori del Comune capoluogo?
Il terzetto capeggiato da Festa è pure disponibile a dare una mano, sembra su una chiara base programmatica, ma ponendo una prospettiva programmatica più a breve termine: approvare il bilancio, completare le opere pubbliche, andare al voto nella primavera del prossimo anno. Poi ci sono i cosiddetti responsabili, finora fedeli sostenitori del sindaco, che chiedono, però, anche loro patti chiari e, soprattutto, non sembrano disposti a cedere ai ricatti della minoranza interna.
Sul fronte delle opposizioni finora si registrano poche aperture. Nelle ultime dichiarazioni sia Giordano che Preziosi e Bilotta sembrano poco disponibili a dare una mano alla maggioranza, ma l’impressione è che fra di loro non ci sia grande compattezza.
Infine, a completare il quadro resta quello che finora è l’unico punto di forza dell’amministrazione Foti: sarà pure difficile mettere assieme 17 voti per approvare il bilancio in prima convocazione, ma è praticamente impossibile mettere assieme altrettanti voti per votare la sfiducia al sindaco e porre fine anticipatamente a questa esperienza amministrativa.
Di certo nei prossimi giorni diventeranno più fitte le trattative fra i vari gruppi. I consiglieri di maggioranza, in particolare, dovrebbero incontrarsi già all’inizio della settimana con il direttorio che regge le sorti del Pd irpino dopo le dimissioni del segretario provinciale. Da questi incontri, però, non è finora uscito nessun risultato concreto, anche per le evidenti divisioni che esistono fra i componenti stessi del cosiddetto direttorio.




