www.giornalelirpinia.it

    09/09/2026

Pd: direttorio al capolinea, in arrivo il commissario?

E-mail Stampa PDF

I componenti del direttorio: da sx, Paris, D'Amelio, De Luca e FamigliettiAVELLINO – Al Comune di Avellino si avvicina la resa dei conti in maggioranza, mentre il Pd irpino si incammina verso una gestione controllata del partito. Gli scontri e le divisioni interne al gruppo consiliare democratico diventano sempre più ingestibili. Nemmeno i dirigenti regionali e nazionali del Pd sono infatti riusciti ad arginarli, anche a causa degli atteggiamenti contraddittori di alcuni esponenti di vertice di via Tagliamento, che talvolta hanno alimentato la contesa.

I consiglieri “responsabili”, intanto, stanno elaborando una piattaforma programmatica di fine mandato, per rilanciare l’azione amministrativa, ritenendo che l’esperienza di governo possa essere salvata soltanto partendo dai contenuti ed iniziando ad aggregare i rappresentanti disposti ad andare fino in fondo. Ma i dodici civici rappresentanti vicini al sindaco, che hanno sottoscritto il regolamento interno di autodisciplina proposto dalla responsabile nazionale enti locali del Pd, Valentina Paris, e dalla segretaria regionale, Assunta Tartaglione, chiedono che il partito sciolga definitivamente alcuni nodi politici, a cominciare proprio dalle regole di appartenenza al gruppo. Finora però la mancata sottoscrizione del decalogo, da parte della componente dameliana e della fronda interna guidata da Gianluca Festa, è rimasta senza conseguenze.

Come si ricorderà, i consiglieri che si ritrovano sulle posizioni della presidente del Consiglio regionale nell’ultima seduta d’aula hanno sfidato il primo cittadino, Paolo Foti, ponendo condizioni alla propria permanenza tra le file della maggioranza. In un intervento dai toni molto accesi e duri –  nel mentre si discuteva del caso della municipalizzata Acs, finita nel mirino della magistratura – è stata sollecitato l’azzeramento della giunta e la costituzione, insieme all’opposizione, di un governo di salute pubblica.

In realtà, nella stessa circostanza, anche il sindaco aveva preso atto dello sfaldamento della maggioranza, lanciando segnali di apertura alla minoranza. Da quel momento in poi, però, non c’è stato alcun confronto tra gli schieramenti sulle prospettive dell’ente, nonostante si siano registrate tra i banchi dell’opposizione disponibilità a collaborare, per una soluzione a termine, ma anche netti rifiuti.

Il consigliere democratico Festa, invece, spinge per un ritorno alle urne, ritenendo che ormai non vi siano più le condizioni per andare avanti. In subordine, però, per evitare un commissariamento lungo del Comune, suggerisce a Foti una strategia d’uscita morbida che potrebbe vedere impegnati tutti i rappresentanti della maggioranza nel portare a termine i principali punti programmatici dell’amministrazione. Alla fine, a prevalere è la confusione. Per il sindaco e la giunta, comunque, il primo banco di prova sarà la sessione d’aula dedicata ai bilanci consuntivo e preventivo, sui quali non mancano problemi di natura contabile e procedurale, soprattutto per quel che riguarda il Teatro. L’assemblea è stata definitivamente fissata per il 12 luglio, ma le incertezze che pendono sull’appuntamento sono ancora molte. Allo stato Foti non ha i numeri per approvare lo strumento finanziario in prima convocazione, nonostante gli appelli del Pd.

Il rientro in municipio del primo cittadino, dopo un periodo di convalescenza, non sarà privo di difficoltà. Ma sul futuro dell’amministrazione Foti è stato abbastanza chiaro: “Non tradirò il mandato elettorale che i cittadini mi hanno conferito. Se l'aula dovesse consegnarmi un segnale di sfiducia nei fatti sono pronto a prenderne atto. Anche se con rammarico, l'esperienza di governo finirebbe in quell'aula”. L’ipotesi di un nuovo assetto politico della maggioranza resta comunque all’ordine del giorno. “Sono aperto – ha dichiarato il sindaco – ad ogni forma di collaborazione. Se vi saranno le condizioni per intraprendere un nuovo percorso, nell’interesse della città e fuori da ogni tatticismo, sono disponibile al dialogo”.

Nel Pd irpino intanto si preannunciano novità. Il comitato di reggenza provinciale, che non è riuscito a gestire con facilità ed in maniera unitaria questa fase, sembra giunto al capolinea. La presidente del Consiglio regionale Rosa D’Amelio, componente dell’organismo, presenterà in questi giorni le sue dimissioni, con l’obiettivo di chiedere a Roma il commissariamento del partito. Un po’ tutti i dirigenti locali, comunque, sono d’accordo sulla necessità di voltare pagina. Il congresso straordinario è congelato fino al referendum costituzionale di ottobre, ma c’è l’esigenza di dare una guida politica, per quanto provvisoria, alla federazione provinciale del Pd. L’ex senatore Enzo De Luca ed il neo consigliere regionale Francesco Todisco, insieme alla componente alla quale aderisce, spingono per una soluzione territoriale, cioè senza l’invio di un commissario da Roma. Resta da vedere come si schiererà il deputato renziano Luigi Famiglietti che potrebbe essere più favorevole ad un intervento del nazionale.

In ogni caso, si preannuncia una lunga stagione di confronto-scontro interno, in vista di un riassetto definitivo degli equilibri politici del partito irpino, nel mentre al Nazareno si sta giocando un match decisivo per la leadership e la linea strategica del Pd, che vede come protagonista assoluto Renzi, oltre che per il profilo istituzionale del Paese.

 

DG3 Dolciaria

Geoconsult


www.puhua.net www.darongshu.cn www.fullwa.com www.poptunnel.com