AVELLINO – “Mi chiedo quale sia la differenza tra le politiche di Caldoro e quelle di De Luca e chiedo, soprattutto, qual è il ruolo che la Provincia di Avellino, questo ente fantasma in cui quasi in maniera condominiale alcuni consiglieri non eletti da nessuno, soprattutto non eletti dal popolo, si rinchiudono in una stanza e decidono per il futuro degli studenti e dei pendolari di questa provincia, abbia rispetto al futuro”: non lesina critiche sulla questione Tpl (Trasporto pubblico locale) il parlamentare di Sinistra italiana nonché consigliere comunale di Avellino Giancarlo Giordano nel corso dell’annunciata conferenza stampa svoltasi presso la sede del partito di via Dante. Al suo fianco il coordinatore cittadino Roberto Montefusco e quello provinciale Raffaele Aurisicchio.
“Noi siamo di fronte ad un taglio progressivo di ulteriori 900mila chilometri nella percorrenza degli autobus del trasporto pubblico locale sul nostro territorio, ne abbiamo perso 5 milioni in dieci anni. Debbo dire che in questo quadro mi ha molto scosso il fatto che nessun sindaco abbia alzato il ditino per dire né alla Regione Campania né alla Provincia: guardate che state colpendo il futuro dei nostri figli – perché si colpisce il diritto allo studio – e la qualità della vita dei lavoratori pendolari che ogni giorno fanno avanti e indietro, dal loro posto di residenza al posto di lavoro serviti in maniera sempre più mediocre”.
Sotto accusa anche l’azione dei consiglieri regionali irpini: “Dovrebbero tutelare l’interesse dell’Irpinia, non mi pare lo stiano facendo, mi pare facciano la gara a farsi le foto con Enzo De Luca, facessero invece qualche atto in più, basterebbe una mozione, un emendamento in legge di Stabilità, ridefinissero le priorità per questo territorio che non può rimanere sempre più isolato in un quadro campano sempre più depresso”.
Inevitabile un passaggio sulla vicenda amministrativa cittadina alla luce dell’ennesimo flop registrato nella seduta di ieri sera del Consiglio comunale: “Ieri è successa una cosa vergognosa: chi sostiene il sindaco ha organizzato le assenze per far cadere il numero legale brutalizzando l’aula del Consiglio comunale che è l’aula di tutti i cittadini avellinesi. Non mi pare più che si possa parlare di un’amministrazione in sella, io ho deciso di non parlare in più con nessuno degli assessori che stanno collaborando con Foti perché senza bilancio è inutile che fanno proclami – leggo solo di assessori, quello all’Urbanistica, quello allo Sviluppo, diremo, faremo, vedremo – non sono in grado di approvare il bilancio, non penso siano in grado di progettare un futuro, neppure minimo. In ultimo, io spero che questi dieci giorni non siano – come pare, purtroppo – l’occasione per mercanteggiare sulla spalle della città, ma siano l’occasione per capire se hanno qualche margine per andare avanti o meno o per capire – sarebbe molto meglio – se chiudere prematuramente questa esperienza che è un’agonia totale per la città”.




