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    26/08/2026

Pd, a Enzo Venezia il compito di organizzare il congresso cittadino

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Enzo Venezia e Caterina LenguaAVELLINO –Sia pure attraverso un percorso abbastanza accidentato, la direzione provinciale del Pd irpino, presieduta dalla segretaria Lengua, ha dato il via libera ad Enzo Venezia per organizzare il congresso cittadino del partito e colmare così un vuoto politico in città che dura da quasi tre anni.

Come è noto non era andato a buon fine, qualche settimana fa, il tentativo di affidare all'ex sindaco del capoluogo, il ruolo di coordinatore cittadino del Pd in attesa dello svolgimento del congresso.

Come organizzatore del congresso cittadino è evidente che Enzo Venezia dovrà coordinarsi con i circoli Pd del capoluogo e raccordarsi con i consiglieri comunali. In poche parole, l'organizzazione del congresso viene a coincidere naturalmente con la rappresentanza del partito nella città di Avellino. Cosa è cambiato, allora? Perché l'ostilità di certi ambienti Pd che bloccò nei fatti la nomina di Venezia a coordinatore e l'accordo ora per nominarlo "organizzatore" del congresso? Si tratta solo di un gioco di parole?

Chi è addentro alle liturgie, a volte oscure per i profani, dei partiti politici sa bene che così non è. Essere indicato per organizzare un congresso significa due cose: avere un solo compito e svolgerlo nel più breve tempo possibile. È lecito ritenere che il congresso cittadino si terrà fra un paio di mesi. Rinviare ulteriormente significherebbe per l'organizzatore non riuscire ad assolvere il proprio compito e il ritardo vanificherebbe il suo ruolo.

Venezia è persona accorta e capace. La lunga esperienza e l'autorevolezza di cui gode all'interno del Pd dovrebbero consentirgli di pilotare il partito verso l'elezione di organismi cittadini rappresentativi di tutte le sensibilità presenti in città. Di tempo non ce n'è molto; dietro l'angolo già si avvicinano le elezioni.

Alcune considerazioni ancora vogliamo fare in margine alla due giorni organizzata, la settimana scorsa, in via Verdi ad Avellino dal circolo cittadino "Foa" del Partito democratico che avrebbe dovuto avviare la condivisione di un progetto organico per il Comune capoluogo, ma che, in realtà, si è conclusa con un scia di polemiche lasciando irrisolte parecchie contraddizioni.

La prima: i "bersaniani" avellinesi non hanno lesinato critiche al sindaco Galasso e alla sua giunta, ma ritengono che debba restare in sella fino alla fine naturale del suo mandato, vale a dire fino al 2014. Insomma, Galasso è il peggior sindaco possibile, ma deve restare al suo posto fino alla fine e non pensare, nella prossima primavera, di candidarsi al Parlamento. Probabilmente questa tesi è meno paradossale di quanto possa sembrare ai comuni mortali, perché Galasso candidato al Parlamento potrebbe sottrarre la candidatura proprio ai bersaniani.

Una seconda contraddizione può essere colta nelle file dell'Udc che pure non ha risparmiato critiche al primo cittadino. Il partito centrista che in Irpinia fa capo ai De Mita, ha espresso, per bocca di Enza Ambrosone, disponibilità ad una collaborazione con il Pd, purché questo partito esca finalmente dall'equivoco e dica con chiarezza con chi vuole stare. Dimentica, però, la Ambrosone, che l'Udc, che pure strizza l'occhio al Pd al Comune di Avellino, è saldamente ancorata al centrodestra sia all'amministrazione provinciale che alla Regione Campania.

Posizioni diversificate, rispetto ad una futura alleanza con il Pd, si sono registrate anche negli interventi degli esponenti degli altri partiti di un ipotetico centrosinistra organico (che in Irpinia, ma neanche a livello nazionale, non c'è). Più possibilisti -  sia pure a patti e condizioni - sono apparsi Carillo, per Sel, e Severino per il Psi, più radicali Giova per Italia dei Valori e D'Argenio, dei comunisti italiani.

Una terza contraddizione, infine, ci sembra di cogliere nel fatto che di progetti organici non ne abbiamo ascoltati. Critiche a Galasso tante, elencazioni dei suoi errori tantissime; va bene anche l'individuazione dei settori (cultura, servizi sociali) dove occorrerebbe maggiore impegno. Ma per quanto riguardo una concreta progettualità siamo appena all'avvio e da questo punto di vista il più concreto nell'indicare almeno alcune situazioni da affrontare subito è stato forse Dino Preziosi per Vento di centro; mentre la proposta più concreta e di più rapida realizzazione è venuta nel primo giorno di dibattito da parte delle associazioni che hanno posto l'accento sulla necessità di fare rete.

Di impatto positivo, infine, l'idea di portare la politica in mezzo alla gente, durante un fine settimana, nella zona del tradizionale “struscio”. Ma anche da questo punto di vista il solco da colmare è davvero ampio. Pochi, infatti, i giovani ad ascoltare la kermesse del Pd, migliaia quelli a passeggiare indifferenti a pochi metri di distanza.

 

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