AVELLINO – La convocazione d’urgenza di un Consiglio comunale per discutere della vicenda amministrativa cittadina alla luce della nascita dei due nuovi gruppi venuti fuori dalle file della maggioranza e dal gruppo Pd: questa la richiesta che Giancarlo Giordano ha ufficializzato, dopo la riunione dei capigruppo di questa mattina, nel corso dell’annunciata assemblea pubblica di Sinistra italiana svoltasi questa sera al circolo della stampa di Corso Vittorio Emanuele.
“Ci sono ora due nuovi gruppi – ha detto Giordano – che si dichiarano all’opposizione. Bene. Non basta però farlo solo a livello di riunione di capigruppo, bisogna farlo apertamente in Consiglio comunale di modo che la città tutta sappia cosa sta succedendo. Il sindaco Foti non ha più la maggioranza per cui venga in Consiglio e prenda atto di quanto succede togliendosi subito dalla mente di poter far qualsiasi tipo di accordo con noi, nessun accordicchio. Le questioni sul tappeto sono tante e tutte molto importanti, ultima in ordine di tempo la Dogana, per cui non si può andare avanti in questo modo con una maggioranza che non c’è”.
Questo, in sintesi, quanto emerso dall’incontro di oggi cui hanno preso parte anche altri rappresentanti dell’opposizione tra cui Costantino Preziosi e Nadia Arace. Presente anche il consigliere Carmine Montanile in rappresentanza di Sinistra di base. In sala anche il coordinatore provinciale e quello cittadino di Sinistra italiana, Raffaele Aurisicchio e Roberto Montefusco, gli ex consiglieri provinciali Giuseppe Moricola e Amalio Santoro, quest'ultimo in rappresentanza del centrosinistra alternativo.
Intanto, ancora nessuna presa di posizione da parte del Pd, il partito di maggioranza che dovrebbe pronunciarsi sulla nuova collocazione assunta dai cosiddetti dissidenti che ora sono passati all’opposizione. Finora non si è andati al di là di non meglio decifrabili proposte circa l’ipotesi di eventuali provvedimenti disciplinari di espulsione dal partito su cui dovrebbe pronunciarsi il comitato di garanzia regionale del Pd cui si è rivolto il capogruppo facente funzione Geppino Giacobbe.
Come pure poco o niente è venuto dal confronto svoltosi a Sant’Angelo dei Lombardi con interventi pressoché di routine più finalizzati a ribadire la propria fedeltà alla linea dei cosiddetti riferimenti d’area o capicorrente che non alla volontà di dare una svolta alla ormai prolungata stagione di instabilità che sta vivendo il Pd irpino che sembra andare coscientemente incontro a quello che ha tutte le caratteristiche di un autentico suicidio politico. Il tutto con l’avallo del Pd di Renzi che su queste vicende non è in grado proprio di entrarci abituato com’è a spiegarle con un semplice “tanto lì sono abituati così”.




